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Iosif Stalin
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mwfqIosif Vissarionovič Džugašvili, detto Iosif Stalin o Stalin (in russo Ио́сиф Виссарио́нович Джугашви́ли?; in georgiano იოსებ ბესარიონის ძე ჯუღაშვილი?, Ioseb Besarionis Dze Jughašvili; Gori, 18 dicembre 1878, 6 dicembre del calendario giulianocite-ref-nc-russia-2-0[2]cite-ref-3[3]cite-ref-4[4] – Mosca, 5 marzo 1953), è stato un militare e uomo di Stato sovietico che governò l'Unione Sovietica dal 1922 instaurando una dittatura che durò fino alla sua morte nel 1953. mwiwGeorgiano di umili origini, Stalin visse una giovinezza avventurosa come attivista mwjarivoluzionario mwjqsocialista prima di assumere un ruolo importante di dirigente all'interno della mwjgfazione bolscevica del mwjwPartito Operaio Socialdemocratico Russo guidata da mwkaLenin. Fu un capace organizzatore, dotato di grande energia e di durezza di modi e di metodi, strettamente fedele alle direttive di Lenin, e divenne uno dei capi della mwkqrivoluzione d'ottobre e dell'URSS, lo mwkgStato socialista che da essa nacque. Il suo ruolo e il suo potere personale crebbero di molto durante la mwkwguerra civile russa in cui svolse compiti politico-militari estremamente importanti, entrando spesso in rivalità con mwlaTrockij.
Nonostante le critiche mossegli da Lenin nell'ultima parte della sua vita e il duro contrasto con Trockij, alla morte di Lenin assunse progressivamente, grazie alla sua abilità organizzativa e politica e al ruolo di segretario generale del partito, la carica politica più alta in Unione Sovietica. Dopo aver sconfitto politicamente prima la mwmgsinistra di Trockij rivolta contro Zinov'ev e Kamenev, coi quali era alleato, poi l'opposizione mossagli da Kamenev e Zinov'ev che gli si erano contrapposti, poi ancora l'improvvisata e velleitaria alleanza che si formò, nell'aprile 1926, tra gli ex acerrimi rivali mwmwTrockij, mwnaZinov'ev e mwnqKamenev e, infine, la mwngdestra di mwnwBucharin, mwoaRykov e mwoqTomskji, Stalin adottò una prudente politica di costruzione del c.d. mwogsocialismo in un solo paese, mentre nel campo economico mise in atto le politiche di interruzione della mwowNEP, di mwpacollettivizzazione graduale delle campagne e di rapida industrializzazione mediante i mwpqpiani quinquennali, basata sul rapido sviluppo dell'mwpgindustria pesante (di cui lo mwpwstacanovismo divenne l'emblema) portando a gravi interruzioni della produzione alimentare che contribuirono alla mwqacarestia del 1932-1933, che uccise milioni di persone.cite-ref-5[5]cite-ref-6[6]cite-ref-7[7]cite-ref-8[8]cite-ref-9[9]cite-ref-10[10]
A metà degli mwwganni trenta, in una fase di superamento delle difficoltà economiche e di crescita industriale, Stalin cominciò il tragico mwwwperiodo delle purghe e del grande terrore in cui progressivamente eliminò fisicamente, con un metodico e spietato programma di repressione, tutti i suoi reali o presunti avversari nel partito ed oppositori politici, nell'economia, nella scienza, nelle forze armate e nelle minoranze etniche. Per rafforzare il suo potere e lo Stato sovietico contro possibili minacce esterne o interne di disgregazione, Stalin utilizzò il vasto sistema di campi di detenzione e lavoro (mwxamwxqgulag) in cui furono imprigionati in condizioni deplorevoli milioni di persone.cite-ref-11[11]
Nel campo della politica estera Stalin in un primo momento adottò una politica di collaborazione con l'Occidente; dopo l'mwywaccordo di Monaco, con cui Regno Unito e Francia permisero a Hitler l'annessione dei mwzaSudeti dalla mwzqCecoslovacchia, Stalin, sospettoso delle potenze occidentali e intimorito da una sempre più potente mwzgGermania, concluse l'accordo mwzwPatto Molotov-Ribbentrop con i nazisti che favorì l'espansionismo sovietico verso occidente e i mwaaPaesi baltici.
Colto di sorpresa dall'mwagattacco iniziale tedesco con il quale la mwawGermania nazista violava il mwbapatto di non aggressione sottoscritto dalle due potenze solo due anni prima,cite-ref-12[12] nonostante alcuni errori di strategia militare nella fase iniziale della guerra, Stalin riorganizzò e diresse con efficacia il Paese e l'mwcqArmata Rossa fino a ottenere, anche se a costo di gravi perdite militari e civili, la vittoria totale nella mwcggrande guerra patriottica. Stalin rivestì un ruolo fondamentale nella lotta contro il nazismo e nella sconfitta di mwcwAdolf Hitler; le sue truppe, dopo aver liberato l'mwdaEuropa orientale dall'occupazione tedesca, conquistarono mwdqBerlino e mwdgVienna, costringendo lo stesso Hitler al mwdwsuicidio.cite-ref-13[13]
Dopo la vittoria Stalin, divenuto detentore di un potere virtualmente illimitato in Unione Sovietica e nell'mwfqEuropa centro-orientale e assurto al ruolo di capo indiscusso del mwfgcomunismo mondiale, accrebbe il suo dispotismo violento riprendendo politiche di terrore e di repressione, mentre l'mwfwUcraina soffriva una carestia (1947).cite-ref-14[14] Morì a causa di un'mwhaemorragia cerebrale nel 1953, lasciando l'Unione Sovietica ormai trasformata in uno dei Paesi più potenti della Terra,cite-ref-15[15]cite-ref-wheat3-16-0[16]cite-ref-wheat4-17-0[17] una delle due mwkqsuperpotenze mondiali dotata di mwkgarmi nucleari, e guida del mondo comunista.
Dal 1956, a partire dal mwlaXX Congresso del PCUS, il nuovo segretario mwlqNikita Chruščëv avviò il processo di mwlgdestalinizzazione dell'URSS e del superamento del mwlwculto della personalità di cui Stalin era stato fatto oggetto da parte di dirigenti e simpatizzanti del comunismo mondiale, contestualmente alla mwmarevisione critica dell'attività del defunto leader, sia di dottrina politica che dei suoi spietati metodi di governo.
Contents
• Opere
• Film
• Libri
• Saggi
• Canzoni
• Quadri
• Sondaggi
• Politica
• Note
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Biografia
Origini e formazione
Nacque nella georgiana mwoqGori, nell'allora mwogimpero russocite-ref-18[18], il 6 dicembre 1878 dal calzolaio Vissarion Džugašvili (1853-1909) e da Ekaterina Geladze (1858-1937), contadina. Picchiato spesso dal padre alcolizzato, ma anche dalla madre, devota ortodossa, Stalin ebbe per tutta la sua esistenza rapporti difficili con la propria famiglia; alcuni studiosi hanno ritenuto che tali conflitti familiari abbiano provocato in lui diverse turbe psicologiche, tuttavia il diretto interessato reagì a questa ipotesi e, a una precisa domanda del biografo tedesco mwpwEmil Ludwig, «Che cosa l'ha spinta a diventare un oppositore? Potrebbe essere un abuso genitoriale?», Stalin rispose: «No. I miei genitori mi hanno trattato abbastanza bene. Un'altra cosa è il seminario teologico, dove ho studiato allora. Per protesta contro il regime umiliante e i metodi gesuiti che c'erano in seminario, ero pronto a diventare e sono diventato davvero un rivoluzionario, un sostenitore del marxismo».cite-ref-19[19] In seguito, in un suo manuale di mwramarxismo scolastico, Stalin parlò del padre come un classico esempio di proletario con una coscienza ancora "piccolo-borghese".cite-ref-20[20] Tuttavia, anche prescindendo da tali conflitti, lo psicologo marxista mwsqErich Fromm classificò Stalin, nel suo libro mwsgAnatomia della distruttività umana, come un «mwswsadico non sessuale».cite-ref-21[21]
Nel 1888, la madre, nonostante le umili condizioni, volle introdurre Iosif agli studi nella Scuola Teologica Ortodossa di Gori, nella quale conseguì l'equivalente del diploma nel giugno 1894.cite-ref-22[22]
Nel settembre del 1894, Iosif superati gli esami di ammissione si immatricolò al Seminario Teologico Ortodosso di mwvgTbilisi. Fu all'università che venne a contatto per la prima volta con il mwvwmarxismo e già all'inizio del 1895 iniziò a frequentare gruppi clandestini di marxisti rivoluzionari espulsi dal governo nel mwwaTranscaucaso. Successivamente, lo stesso Stalin ha ricordato:«Sono entrato nel movimento rivoluzionario quando sono entrato in contatto con i gruppi clandestini marxisti russi, che allora vivevano in Transcaucasia. Questi gruppi hanno avuto una grande influenza su di me e mi hanno instillato un gusto per la letteratura marxista clandestina.»cite-ref-23[23]
Secondo lo storico inglese mwxgSimon Sebag Montefiore, Stalin era uno studente estremamente dotato che ricevette voti alti in tutte le materie: matematica, teologia, greco e russo. Stalin amava la poesia, e nella sua giovinezza scrisse egli stesso poesie in georgiano,cite-ref-24[24] che attirarono anche l'attenzione di alcuni letterati dell'epoca.cite-ref-stalin-irk-narod-ru-25-0[25]
Nel 1898, Stalin acquisì l'esperienza di propagandista grazie a un incontro con i lavoratori nell'appartamento del rivoluzionario Vano Sturua e presto iniziò a guidare un circolo operaio di giovani ferrovieri, iniziò a insegnare in diversi circoli operai e inventò per loro un curriculum marxista. Nell'agosto dello stesso anno, Stalin si unì all'organizzazione socialdemocratica georgiana mw0aMesame-dasi ("Terzo gruppo").cite-ref-26[26] Insieme a Ketskhoveli e Tsulukidze, Stalin forma il nucleo della minoranza rivoluzionaria di questa organizzazione.cite-ref-27[27]
Il 29 maggio 1899, un mese prima della conclusione del suo quinto e ultimo anno di studi, venne espulso dal seminario per l'attività di promozione del marxismo tra i seminaristi e i lavoratori nelle officine ferroviarie.cite-ref-28[28]cite-ref-29[29] Il certificato rilasciatogli non fu quindi la laurea, ma indicava che aveva superato quattro classi su cinque ed era abilitato all'insegnamento esclusivamente nelle scuole elementari.
Tuttavia la preparazione culturale non impedì a Stalin di essere ammesso all'Osservatorio fisico di Tbilisi nel dicembre 1899, come calcolatore e osservatore.cite-ref-stalin-irk-narod-ru-25-1[25]
Il 23 aprile 1900 Stalin, assieme a Vano Sturua e Zakro Chodrishvili organizzarono il comizio Mayovka, riunendo circa 400-500 lavoratori. Alla manifestazione, tra gli altri, parlò lo stesso Stalin: l'intervento fu la prima apparizione di Stalin davanti a un grande raduno di persone. Nell'agosto dello stesso anno, Stalin partecipò alla preparazione e alla conduzione di una grande manifestazione dei lavoratori di Tbilisi: uno sciopero nelle officine ferroviarie principali. Dal 1º al 15 agosto presero parte allo sciopero fino a 4000 persone.
Il 21 marzo 1901, la polizia zarista perquisì l'osservatorio fisico dove Stalin viveva e lavorava, tuttavia, riuscì a sfuggire all'arresto, entrando in clandestinità e diventando un rivoluzionario fuorilegge.
Le idee politiche e il pensiero
In questo periodo si dedicò anche alla letteratura (suo interesse dall'età di quindici anni), mw8qscrivendo poesie che sarebbero poi state giudicate, sebbene anonime (pubblicate sotto lo pseudonimo di "Soselo") fino a dopo la morte, di buon livello. Nel 1949 bloccò l'iniziativa di mw8gBerija di pubblicare le sue opere letterarie sotto l'egida di mw8wBoris Pasternak e altri traduttori.cite-ref-montefiore-30-0[30] Il contatto con le idee e con l'ambiente dei deportati politici lo avvicinò al socialismo e alla convinzione sulle teorie del marxismo. Entrato nel 1898 nel mw-apartito mw-qsocialdemocratico (mw-gPartito Operaio Socialdemocratico Russo, POSDR), lavorò per qualche tempo al locale mw-wosservatorio astronomico. Da allora cominciò soprattutto un'intensa attività politica di mw-apropaganda, oltre che di istigazione agli scioperi nelle varie fabbriche georgiane, che lo portarono ben presto a conoscere il rigore della mw-qpolizia del mw-gregime.
Dopo essere stato arrestato nel 1900 e continuamente sorvegliato, nel 1902 lasciò la sua città per stabilirsi a mwaqaBatumi, dove però venne subito imprigionato e condannato a un anno di mwaqecarcere, seguito da un triennio di deportazione in mwaqiSiberia. Fuggito nel 1904, Stalin tornò a Tbilisi e nei mesi successivi partecipò con energia e notevole capacità organizzativa al movimento insurrezionale, che vide la formazione dei primi mwaqmsoviet di mwaqqoperai e di mwaqucontadini.
Nel novembre del 1905, dopo aver pubblicato il suo primo saggio, mwaqcA proposito dei dissensi nel partito, divenne direttore del periodico mwaqgNotiziario dei lavoratori caucasici e in mwaqkFinlandia, alla conferenza mwaqobolscevica di mwaqsTampere, incontrò per la prima volta mwaqwVladimir Lenin, accettandone le tesi sul ruolo di un partito marxista compatto e rigidamente organizzato come strumento indispensabile per la mwaq0rivoluzione proletaria.
Attuò anche rapine a banche per il finanziamento del partito, come quella alla mwaq8banca di Tiflis nel 1907,cite-ref-montefiore-30-1[30] alleandosi con alcuni gruppi di banditi del mwarqCaucaso; in questo periodo viene chiamato col mwarunome di battaglia di mwaryKoba. Spostatosi a mwarcBaku,cite-ref-31[31] dove fu in prima linea nel corso degli mwarwscioperi del 1908, Stalin venne di nuovo arrestato e deportato in Siberia; riuscì a fuggire, ma fu ripreso e internato nel 1913 a mwar0Kurejka sul basso mwar4Enisej, dove rimase per quattro anni fino al marzo del 1917. Nei brevi periodi di attività clandestina riuscì progressivamente a imporre la sua personalità pragmatica e le sue capacità organizzative (nonostante un approccio talvolta eccessivamente "ruvido" che i compagni di partito gli rimproveravano) e a emergere come dirigente di livello nazionale, tanto da essere chiamato da Lenin nel 1912 a far parte del mwar8comitato centrale del partito.
Partecipazione alla rivoluzione bolscevica e guerra civile
Sempre nel 1917 contribuì a far rinascere a mwascSan Pietroburgo la mwasgPravda mentre definiva, nel saggio mwaskIl marxismo e il problema nazionale, le sue posizioni teoriche (non sempre però in linea con quelle di Lenin, di cui non comprendeva la battaglia contro i deviazionisti, né la decisione di prender parte alle elezioni per la mwasoDuma). Tornato a San Pietroburgo (nel frattempo ribattezzata mwassPietrogrado) subito dopo l'abbattimento dell'assolutismo mwaswzarista, Stalin, insieme con mwas0Lev Kamenev e mwas4Muranov, assunse la direzione della Pravda, appoggiando il governo provvisorio per la sua azione rivoluzionaria contro i residui reazionari. Tuttavia questa linea fu sconfessata dalle mwas8Tesi di aprile di Lenin e dal rapido radicalizzarsi degli eventi. Nelle decisive settimane di conquista del potere da parte dei bolscevichi Stalin, membro del comitato militare, non apparve in primo piano e solo il 9 novembre 1917 entrò a far parte del nuovo governo provvisorio (il mwataConsiglio dei commissari del popolo) con l'incarico di occuparsi degli affari delle minoranze etniche.
A lui si deve l'elaborazione della "Dichiarazione dei popoli" della mwatiRussia, che costituisce un documento fondamentale del principio di autonomia delle varie nazionalità nell'ambito dello Stato sovietico. Membro del comitato esecutivo centrale Stalin fu nominato, nell'aprile del 1918, plenipotenziario per i negoziati con l'mwatmUcraina. Nella lotta contro i generali "bianchi" fu incaricato di occuparsi del vettovagliamento delle forze bolsceviche sul fronte di Caricyn (poi mwatqStalingrado, oggi mwatuVolgograd). In questa circostanza dimostrò grande energia nella mwatydifesa della città sul Volga contro le ripetute offensive dei "bianchi" e cominciò a organizzare un suo gruppo di fedeli seguaci. Spesso in contrasto con le direttive di Trockij, Stalin venne infine richiamato a Mosca da Lenin, che tuttavia apprezzò la sua capacità di direzione e la sua spietata decisione.cite-ref-32[32]
Lenin si preoccupò della crescente rivalità tra Stalin e Trockij e richiese a entrambi di comporre le loro divergenze e collaborare per la vittoria della mwatwrivoluzione bolscevica; in effetti Stalin in questa fase elogiò ripetutamente in alcuni discorsi l'operato e l'efficienza di Trockij e sembrò mosso dal desiderio di riavvicinarvisi.cite-ref-33[33] Considerato da Lenin e anche da Trockij il dirigente bolscevico più duro e efficiente,cite-ref-34[34] Stalin venne inviato successivamente negli mwauuUrali, dove contribuì alla nomina del generale mwauySergej Kamenev al comando supremo,cite-ref-35[35] quindi nel maggio 1919 si recò a Pietrogrado, dove denunciò e represse una presunta cospirazione antibolscevica e organizzò la riconquista di alcune piazzeforti.
Infine partì il 3 ottobre 1919 per il fronte sud, come commissario politico del fronte meridionale, dove riallacciò i rapporti con i suoi fedeli amici della mwauwprima armata a cavallo: mwau0Kliment Vorošilov, mwau4Grigorij Ordžonikidze e mwau8Semën Budënnyj.cite-ref-36[36] Durante la mwavqguerra sovietico-polacca Stalin, commissario politico del fronte sud-occidentale del generale Egorov, inizialmente condivise con Trockij le forti riserve sui progetti di offensiva verso il cuore dell'mwavuEuropa promossi da Lenin; dubbioso sulla possibilità di un'insurrezione socialista in mwavyPolonia o in mwavcGermania, egli evidenziò invece come fosse prudente occuparsi soprattutto della situazione in mwavgCrimea e nel mwavkKuban', dove le forze "bianche" avevano ripreso la loro attività e minacciavano la sicurezza delle retrovie del suo fronte. Alla fine però si imposero i progetti strategici di Lenin e del generale mwavoMichail Tuchačevskij e Stalin finì per votare disciplinatamente nel Politburo a favore dell'offensiva su mwavsVarsavia.cite-ref-bulloc-37-0[37]
Durante la battaglia, che terminò con la sconfitta dell'mwaweArmata Rossa, sorse un nuovo violento contrasto con Trockij quando Stalin si rifiutò, in ragione degli inevitabili pericoli che l'operazione avrebbe comportato, ma anche per rivalità personale, di distaccare una parte delle sue forze in appoggio al generale Tuchačevskij e decise di concentrarle invece nella inutile conquista di mwawiLeopoli.cite-ref-38[38] Nel X Congresso del partito del 1921 la condotta e le decisioni di Stalin vennero criticate in una sessione a porte chiuse, nonostante le spiegazioni che egli fornì del suo operato.cite-ref-39[39] Le controversie sulle responsabilità nella mwawssconfitta di Varsavia sarebbero continuate fino agli anni trenta e concorsero a rovinare i rapporti tra Stalin e il generale Tuchačevskijcite-ref-bulloc-37-1[37]
Lenin espresse anche esplicite riserve nei suoi confronti, manifestate nel testamento politico in cui accusava Stalin di anteporre le proprie ambizioni personali all'interesse generale del movimento. Lenin era preoccupato che il governo perdesse sempre più la sua matrice proletaria e diventasse esclusivamente un'ala dei burocrati di partito, sempre più lontani dalla generazione vissuta tanto tempo in clandestinità prima delle rivolte del 1917. Oltretutto intravedeva un futuro dominio incontrastato del comitato centrale ed è per questo che propose nei suoi ultimi scritti una riorganizzazione dei sistemi di controllo, auspicandone una formazione prevalentemente operaia che potesse tenere a bada la vasta e nascente nomenclatura di funzionari di partitocite-ref-40[40]
La carriera politica
«Non si può fare una rivoluzione portando i guanti di seta.
»
(Iosif Stalin nel 1938)
Nominato nel 1922 mwayisegretario generale del comitato centrale, Stalin, unitosi a mwaymZinov'ev e Kamenev (la famosa mwayqmwayutroika), seppe trasformare questa carica, di scarso rilievo all'origine, in un formidabile trampolino di lancio per affermare il suo potere personale all'interno del partito dopo la morte di Lenin (avvenuta il 21 gennaio 1924). Fu allora che nel contesto di una Russia devastata dalla prima guerra mondiale e dalla guerra civile, con milioni di cittadini senza tetto e letteralmente affamati, diplomaticamente isolata in un mondo ostile, scoppiò violento il dissidio con Lev Trockij, ostile alla mwayynuova politica economica (NEP) e sostenitore dell'internazionalizzazione della rivoluzione.
Stalin sosteneva al contrario che la "mwaygrivoluzione permanente" fosse una pura utopia e che l'Unione Sovietica dovesse puntare sulla mobilitazione di tutte le proprie risorse al fine di salvaguardare la propria rivoluzione (teoria del "mwayksocialismo in un Paese solo"). Trockij accusava Stalin e il partito di mwayoburocratizzazione e mwaysautoritarismo e riteneva, assieme alla crescente opposizione creatasi in seno al partito (tra cui i mwaywdecei, critici del mway0centralismo democratico), che ci volesse invece un rinnovamento mway4democratico all'interno degli organi dirigenti, che sempre più venivano scelti su matrice non elettiva dall'alto verso il basso, contrariamente agli spiriti che accesero la rivoluzione.
Espresse queste sue posizioni al XIII congresso del partito, ma la sua accusa venne respinta e Trockij venne sconfitto, oltretutto accusato da Stalin e dal triumvirato (Stalin, Kamenev, Zinov'ev) di "frazionismo", tendenza contraria alla direzione "monolitica" presa dal partito dal X congresso. Trockij venne isolato anche a causa delle norme di emergenza (prese precedentemente dallo stesso Lenin nel pieno della guerra civile sempre nell'ambito del X congresso) tese a strutturare un partito compatto, eliminando le tendenze ritenute frazionistico-scissioniste. Le tesi staliniane trionfarono nel 1926, quando il comitato centrale si schierò sulle posizioni di Stalin, isolando Trockij (con il quale, nel corso del dibattito, avevano finito per associarsi anche Kamenev e Zinov'ev).
Nel corso di questi anni sia l'opposizione operaia di mwaziAleksandra Kollontaj, che si batteva per il ritorno alla democrazia dei soviet contro la burocratizzazione,cite-ref-42[42] sia l'opposizione di sinistra, guidata da Trockij, e la sua momentanea trasformazione in opposizione unificata, con Kamenev e Zinov'ev, che poi capitolarono, furono sconfitte con i metodi più brutali di intimidazione e di persecuzione, dalla propaganda perniciosa di falsità da parte dell'apparato del partito dominato dagli staliniani, all'irruzione nelle sedi di partito, che ospitavano riunioni e assemblee, con la devastazione delle stesse e il pestaggio degli intervenuti.cite-ref-43[43] Lo mwazwpsichiatra russo mwaz0Vladimir Bechterev nel 1927 visitò Stalin e gli mwaz4diagnosticò una mwaz8sindrome mwaaaparanoide. Poco tempo dopo morì in circostanze non chiarite: secondo lo storico Isaac Deutscher, Stalin avrebbe ordinato l'mwaaeassassinio del medico perché non d'accordo con la diagnosi.cite-ref-44[44]
Gli ultimi anni e la morte
Stalin, ormai in età avanzata, subì un mwaaocolpo apoplettico nella sua villa suburbana di mwaasKuncevo, la notte tra il 28 febbraio e il 1º marzo 1953,cite-ref-45[45] ma le guardie di ronda davanti alla sua camera da letto non osarono forzarne la porta blindata fino alla sera del 1º marzo, quando Stalin era già in condizioni disperate: metà del corpo era paralizzata e il dittatore aveva perso l'uso della parola. Il comandante delle guardie avvertì telefonicamente mwabaMalenkov e mwabeBerija, ma i medici, scelti personalmente dal ministro della sanità Tret'jakov, arrivarono solo la mattina del 2 marzo e le fonti ufficiali riportarono che il malore era avvenuto nella notte tra il 1º e il 2 marzo.cite-ref-medvedev-46-0[46] Stalin morì all'alba del 5 marzo dopo aver dato per diverse volte segnali di miglioramento, ma la notizia venne data un giorno dopo.cite-ref-47[47] Drammatico è il racconto dell'ultimo istante di vita del dittatore fatto dalla figlia mwaboSvetlana: convinto di essere vittima di una congiura, Stalin maledisse i capi comunisti riuniti attorno al divano sul quale giaceva.cite-ref-48[48] Il suo funerale fu imponente, con una partecipazione stimata in un milione di persone: il corpo, dopo essere stato mwab8imbalsamato e vestito in uniforme, fu solennemente mwacaesposto al pubblico nella Sala delle Colonne del mwaceCremlino (dove era già stato esposto Lenin). Almeno 500 persone morirono schiacciate nel tentativo di rendergli omaggio; fu sepolto accanto a Lenin nel mwacimausoleo sulla mwacmpiazza Rossa.cite-ref-49[49]
Le ipotesi sul decesso
Alcuni storici hanno accettato l'ipotesi dell'assassinio per avvelenamento, ipotesi categoricamente smentita dallo storico mwacoRoj Aleksandrovič Medvedev, secondo cui non sono emerse dagli archivi sovietici prove a sostegno di questa tesi.cite-ref-medvedev-46-1[46]
Le reazioni nel mondo alla sua morte
Quando Stalin morì, la sua popolarità come capo del movimento di emancipazione delle masse oppresse di tutto il mondo era ancora intatta presso tutti i partiti comunisti al mondo. In Italia, mwadmPalmiro Togliatti, capo del mwadqPartito Comunista Italiano, affermò:
«Giuseppe Stalin è un gigante del pensiero, è un gigante dell'azione. Col suo nome verrà chiamato un secolo intero, il più drammatico forse, certo il più denso di eventi decisivi della storia faticosa e gloriosa del genere umano.
»
Il mwadwsocialista mwad0Sandro Pertini lo commemorò in parlamento in qualità di capogruppo del suo partito:
«Il compagno Stalin ha terminato bene la sua giornata, anche se troppo presto per noi e per le sorti del mondo. L'ultima sua parola è stata di pace. [...] Si resta stupiti per la grandezza di questa figura che la morte pone nella sua giusta luce. Uomini di ogni credo, amici e avversari, debbono oggi riconoscere l'immensa statura di Giuseppe Stalin. Egli è un gigante della storia e la sua memoria non conoscerà tramonto.»
Anche il socialista mwaeePietro Nenni intervenne alla Camera dei Deputati, commemorandolo con tali parole:
«Onorevoli colleghi, nessuno fra i reggitori di popoli ha lasciato dietro di sé, morendo, il vuoto che lascia Giuseppe Stalin. [...] Il vuoto che egli lascia è quello della sua eccezionale personalità, ma lascia anche strutture statali, di partito, sindacali, economiche capaci di resistere ad ogni evento e di superare qualsiasi prova. Soprattutto lascia popoli i quali hanno fatto passi giganteschi sulla via del progresso tecnico, sociale e umano e che saranno in ogni momento capaci di esprimere un gruppo dirigente all'altezza della situazione.
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Destalinizzazione
Alla fine del decennio, con la pubblicazione del discorso tenuto da mwaeoNikita Chruščёv durante il mwaesXX Congresso del PCUS, la dirigenza politica sovietica rinnegò ufficialmente gran parte delle scelte politiche e ideologiche di Stalin, con un processo noto come mwaewmwae0destalinizzazione. Questo ridimensionò il ruolo avuto da Stalin durante la seconda guerra mondiale, ne rimosse i riferimenti in campo culturale e politico, riabilitò alcuni degli esponenti politici condannati a morte durante le purghe, attuò un radicale programma di riforme economiche e intraprese rapporti più distesi con l'Occidente capitalista. Questa revisione di giudizio non fu accettato da tutti i partiti comunisti sparsi nel mondo: tra le reazioni negative ci furono quelle dell'mwae4Albania (allora parte del mwae8patto di Varsavia) e soprattutto della mwafaCina mwafemaoista, che ruppero i rapporti di collaborazione con l'Unione Sovietica definendo "mwafirevisionista" l'operazione di Chruščёv; questi paesi si definirono quindi "mwafmantirevisionisti".
Uno dei primi provvedimenti della politica di destalinizzazione fu la rimozione della sua salma dal mausoleo di Lenin. Per questo da allora è sepolto in una tomba poco distante mwafusotto le mura del Cremlino. Tra le opere di Stalin hanno notevole importanza ideologica e politica: mwafyIl marxismo e la questione nazionale (1913), mwafcPrincipi del leninismo (1924), opera che avrebbe avuto un'influenza anche su mwafgAntonio Gramsci,cite-ref-52[52] mwaf0Questioni del leninismo (1926), mwaf4mwaf8Del materialismo dialettico e del materialismo storico (1938), mwagaIl marxismo e la linguistica (1950) e mwagemwagiProblemi economici del socialismo nell'URSS (1952).
Politica interna
Il confronto con Trockij
Già nel giugno 1922, durante la mwagyGuerra civile russa, erano emerse delle contrapposizioni tra Stalin e Trockij, ma la lotta aperta per la conquista della leadership iniziò solo l'anno dopo, quando il leader indiscusso del partito, mwagcLenin, fu colpito dal primo di tre attacchi di ischemia cerebrale. Alla morte di Lenin, avvenuta nel gennaio 1924, Stalin non era considerato da nessuno come il favorito a raccoglierne l'eredità politica, nonostante egli fosse uno dei 7 membri del Comitato Centrale e avesse collaborato da vicino con Lenin per anni. Stalin era generalmente sottovalutato da tutti gli altri maggiori dirigenti del partito, che lo consideravano un personaggio mediocre, privo di grandi capacità intellettuali e oratorie, e buono solo per amministrare le pratiche burocratiche del partito. Nessuno, tranne Lenin che negli ultimi mesi di vita era pesantemente menomato, avrebbe scommesso un centesimo sul fatto che Stalin avrebbe conquistato la leadership politica.
Nel 1924, i dirigenti bolscevichi più prestigiosi che si contrapponevano nella politica interna erano, da un lato, mwagkKamenev e mwagoZinov'ev e, dall'altro, mwagsLev Trockij, Commissario del popolo (l'equivalente di ministro) per la difesa e generale dell'mwagwArmata Rossa, il quale godeva di grande popolarità per la vittoria conseguita dall'Armata Rossa contro il fronte delle forze controrivoluzionarie (l'Armata Bianca), ma non suscitava né simpatia né fiducia in tutto il gruppo dirigente bolscevico, a causa dei suoi limiti caratteriali e della sua precedente e lunga militanza nel partito dei Menscevichi. Continuando a mantenere una posizione di basso profilo, Stalin si alleò con Zinov'ev e Kamenev, che già conosceva per avervi collaborato durante gli anni in cui i bolscevichi avevano svolto attività politica clandestina contro la dittatura zarista.cite-ref-53[53]
Kamenev e Zinov'ev riuscirono a prevalere su Trockij grazie a una raffinata manovra politica messa in atto da Stalin. In qualità di Segretario generale del partito, carica che ricopriva dal 1922, Stalin limitò il potenziale politico di Trockij facendo nominare un uomo di sua fiducia, mwahiFrunze, alla carica di Capo di Stato Maggiore e di vice Commissario militare. Così Trockij fu politicamente indebolito. A stretto giro, Frunze rimosse successivamente dalle loro cariche nell'esercito tutti gli ufficiali militari troskisti, compreso l'ucraino ed ex menscevico Vladimir mwahmAntonov-Ovseenko, presidente del Consiglio Militare Rivoluzionario, che dal 1922 era il braccio destro di Trockij. Nel febbraio 1924, Antonov-Ovseenko fu sostituito da Frunze con Bubnov, un elemento della vecchia guardia bolscevica, gradito a Stalin.cite-ref-54[54] Dopo aver assistito con impotenza all'estromissione dei suoi seguaci dalle cariche rilevanti dell'apparato militare sovietico, nell'ottobre 1924, forse già sofferente di depressione, Trockij reagì allo smacco subito in maniera totalmente controproducente, guidato più dall’emotività dell’orgoglio ferito che dalla prudenza politica. Decise così di passare al contrattacco, pubblicando “mwahgLe Lezioni dell’Ottobre”, un libro in cui ripensava gli eventi e gli esiti della Rivoluzione del 1917, che conteneva un'aspra critica contro i suoi due principali avversari, Zinov'ev e Kamenev, perché in quel momento fatidico si erano mostrati entrambi titubanti di fronte al processo rivoluzionario in corso. E, accusandoli di non aver capito nulla della capacità rivoluzionaria del proletariato russo, li bollò come due opportunisti che erano saltati sul carro del vincitore, a Rivoluzione avvenuta, senza avervi preso parte.
Ma Trockij sbagliò di nuovo i suoi calcoli. Il suo duro attacco gli si ritorse contro. Egli stesso fu colpito da una pioggia di accuse, che sottolineavano tutti i suoi errori di lunga data, commessi durante la sua militanza attiva nel partito menscevico, ostile ai bolscevichi. Trockij perse pure l’appoggio della Krupskaja, la vedova di Lenin, la quale aveva fino ad allora cercato di sponsorizzarlo. E anche Rykov, il suo unico alleato nel Comitato Centrale, ne prese le distanze. Rimasto ancora più isolato, nel Comitato Centrale, Trockij prestò così il fianco a un altro attacco di Stalin che, circa due mesi dopo, nel gennaio 1925, ebbe gioco facile nel destituirlo dalla carica di Commissario militare.cite-ref-55[55]
Solo dopo che Stalin riuscì a ridimensionare anche Kamenev e Zinov'ev, per Trockij si presentò l'occasione di rivolgere la lotta politica direttamente contro Stalin. Infatti, nell’aprile 1926, gli ex aspri rivali – Trockij, da un lato, e Kamenev e Zinov'ev, dall’altro – si ritrovarono giocoforza costretti ad unire le loro forze residuali contro Stalin. Era, di fatto, una coalizione priva di una vera coesione politica e programmatica interna, e che non disponeva neanche dell’appoggio delle masse popolari e della maggioranza dei quadri di partito. A luglio 1926, presentarono una piattaforma unitaria contro la linea politica di Stalin, basata sulla linea politica troskista della mwah8Rivoluzione permanente, che sosteneva la necessità di saltare le fasi intermedie all'edificazione del socialismo, rifiutando di restare entro il quadro della democrazia borghese, in attesa che maturassero le condizioni per passare a uno stadio rivoluzionario più avanzato, per innescare immediatamente un nuovo processo rivoluzionario su scala internazionale.cite-ref-56[56]
Inoltre, la piattaforma muoveva critiche ai risultati della mwaiuNEP, il sistema a economia mista in vigore dal 1921, che Stalin e Bucharin, con il quale si era intanto alleato, ritenevano prematuro abolire per passare immediatamente, nel 1924, a un sistema collettivo pianificato, che sarà infatti attuato soltanto nel 1928. Trockij, Zinov'ev, Kamanev e altri dirigenti firmatari della piattaforma chiedevano, al contrario, la repentina abrogazione della NEP e l'avvio del processo di rapida industrializzazione.cite-ref-57[57] Per controbattere la tesi troskista della mwaioRivoluzione permanente, Stalin elaborò la tesi del mwaisSocialismo in un solo paese, che riteneva che l'Unione Sovietica fosse già eccessivamente provata da un lungo sforzo bellico, iniziato nel 1914 con la mwaiwprima guerra mondiale e terminato nel 1922 con la fine della Guerra civile. Pertanto, secondo l'analisi che Stalin contrappose a Trockij, l'URSS era in ginocchio, con il tessuto economico interamente da ricostruire, e quindi non si trovava nelle condizioni né di intraprendere una nuova guerra rivoluzionaria contro le potenze capitalistiche, né di costruire immediatamente un'economia totalmente socialista. Occorreva, secondo Stalin, applicare il marxismo al particolare contesto russo dell'epoca, cercando un dialogo con le altre nazioni e concentrando tutte le energie all'interno, per aumentare la produzione agricola, avviare l'industrializzazione rapida, riorganizzare l'esercito, urbanizzare e alfabetizzare il paese. La tesi di Stalin sul reale stato di debolezza dell'Unione Sovietica era molto realistica, rispetto a quella di Trockij, perché si basava sulla recente esperienza della mwai0Guerra sovietico-polacca, in cui, nel giugno 1922, il fronte dell'Armata Rossa era stato piegato e messo in rotta dalla controffensiva della cavalleria polacca, che aveva determinato una pesante sconfitta e la perdita dei territori polacchi ex zaristi.
In ogni caso, la piattaforma contro la linea di Stalin fu respinta a grande maggioranza. Sicché, di fronte alla nuova sconfitta, l’opposizione antistaliniana iniziò a tramare clandestinamente contro Stalin, organizzando delle riunioni segrete per fomentare, senza successo, una sommossa popolare. Nell'autunno del 1926 i troskisti e i pochi seguaci di Kamenev e Zinov'ev fecero circolare anche dei ciclostilati clandestini, finendo così in uno stato di illegalità, secondo la clausola anti-scissionistica, fatta approvare da Lenin al X Congresso, che proibiva il frazionismo del partito in correnti interne. Perciò, l’opposizione si rovinò con le sue stesse mani. Stalin li accusò di essere tutti dei mwai8deviazionisti socialdemocratici ed ebbe gioco facile a far valere la predetta clausola statutaria per distruggere questa improvvisata opposizione interna: Zinov'ev fu rimosso dalla presidenza del Comintern e fu espulso dal Comitato Centrale, insieme al suo fedele LaševičМихаил Михайлович Лашевич. La medesima espulsione dal massimo organo dirigente toccò anche a Trockij e a Kamenev. Altri dirigenti minori, che avevano sottoscritto la piattaforma, fecero invece un passo indietro, riconoscendo l’illegalità dei metodi usati per la lotta contro la linea politica del partito. Anche Zinov'ev e Kamenev fecero un passo indietro per non essere espulsi completamente dal partito, dopo essere stati estromessi dal ruolo di massimi dirigenti bolscevichi. Trockij, invece, non volle mai fare un passo indietro per allinearsi alla maggioranza e, pur espulso dal Comitato Centrale del partito, continuò la lotta contro Stalin, in maniera anche più aspra, presentando, nell'ottobre 1927, una nuova piattaforma in vista del XV Congresso del partito (dicembre 1927). Ma l’opposizione troskista contro Stalin era oramai degenerata in una aperta ostilità, condotta sulla base delle ingiurie più che del confronto politico.cite-ref-58[58] Il 7 novembre 1927, in occasione del decennale anniversario della gloriosa Rivoluzione, Stalin propose al Comitato Centrale, ottenendone l’approvazione a maggioranza, di espellere dal partito e dal Comintern sia Zinov'ev che Trockij. Nel successivo XV Congresso del partito, Stalin propose e ottenne l’espulsione anche degli altri leader recidivi dell’opposizione, quali Kamenev, Rakovskij e Evdokimov, i quali, quando presero la parola per difendere le loro posizioni, non riuscirono neanche a farsi ascoltare perché sommersi dai fischi degli altri delegati convenuti. Per Stalin fu un trionfo totale. Neanche Lenin aveva mai ottenuto una simile ovazione.
Di fronte alla completa sconfitta, Kamenev e Zinov'ev ritennero opportuno fare pubblica abiura dei loro errori, chiedendo di essere riammessi nel partito come semplici iscritti. Trockij, invece, non accettò mai la sconfitta e rifiutò di fare pubblica abiura. Di conseguenza, con il consenso del Comitato Centrale del partito, il 17 gennaio 1928 Stalin lo fece confinare ad mwajyAlma Ata, in mwajcKazakistan, che all'epoca faceva parte dell'URSS. Nel febbraio 1929 fu espulso fuori dai confini sovietici, con l'accusa di essere un transfuga passato a collaborare con la borghesia, pur di distruggere il Segretario (Stalin).cite-ref-59[59] Il primo Stato in cui Trockij riparò nel febbraio 1929 fu la Turchia. Da lì si spostò in altri Stati, come la mwajwFrancia, la Svizzera e la mwaj0Norvegia, alla ricerca di sicurezza e di referenti coi quali poter organizzare una opposizione internazionale contro Stalin. Nel suo girovagare, trovò ospitalità, nel 1932, per un breve periodo, anche nell'mwaj4Italia fascista.cite-ref-60[60]cite-ref-61[61]
Anche dall'estero, col supporto di un gruppo di seguaci, anch'essi espulsi dall'URSS, a partire dall'aprile 1929, Trockij continuò la sua instancabile opposizione, organizzando la propaganda contro la linea politica staliniana, attraverso la rivista mwakgBjulleten (che aveva tra i redattori anche suo figlio Leon Sedov Trockij), per mezzo della quale pubblicò, insieme ai suoi collaboratori, una serie di analisi fortemente critiche contro la politica economica seguita da Stalin. In realtà, molte di queste analisi troskiste si sono rivelate errate, ma furono utili affinché Trockij diventasse il simbolo mondiale dell'mwakoantistalinismo, così come è rimasto ancora oggi.cite-ref-62[62] Nel 1934 Trockij scrisse l'articolo mwak8La guerra e la Quarta Internazionale in cui sollecitava la formazione di una nuova Internazionale, che fosse opposta all'mwalaInternazionale Comunista. Nel 1936 Trockij scrisse il libro mwalemwaliLa rivoluzione tradita, denunciando la cosiddetta "burocrazia staliniana"; quest'opera diventò il testo fondamentale del neonato mwalmtrotskismo.cite-ref-63[63] La mwalgQuarta internazionale fu poi organizzata nel 1938.
Chiaramente tutto ciò espose in URSS alla denuncia e alla messa a processo chiunque sostenesse o avesse potuto sostenere l'operato di Trockij, specialmente dopo l'assassinio di mwaloKirov, il braccio destro di Stalin, avvenuto per mano di un trotskista.
Trockij sarà assassinato il 21 agosto 1940, in Messico, dove si era alla fine stabilito, per mano dell'agente segreto sovietico mwalwRamon Mercader.
La lotta alla prostituzione
Nell'ottica bolscevica la figura della mwamcprostituta era percepita come vittima del mwamgcapitalismo,cite-ref-64[64]cite-ref-65[65] fu anche per questo che fin da subito, tra il 1917 e il 1919 il PCUS elaborò una serie di leggi all'avanguardia nel campo del mwanefemminismo e dell'emancipazione femminile, tra cui l'uguaglianza politica e legale, la legalizzazione del divorzio e l'abolizione della regolamentazione statale della prostituzione.cite-ref-4-66-0[66] Nel 1917 venne poi eletta mwanyAleksandra Michajlovna Kollontaj, la prima donna ministra della storia, che ricoprirà poi anche importanti ruoli di ambasciatrice all'estero sotto Stalin.
Nel Codice penale del mwang1922 la pratica della prostituzione venne ufficialmente depenalizzata, nell'ottica di aiutare le prostitute e debellare la pratica alla radice, anziché limitarsi a perseguire penalmente. La politica sulla prostituzione si concentrò inizialmente su due obbiettivi principali, il controllo e la prevenzione delle malattie sessualmente trasmissibili e assicurarsi che tutte le donne potessero esercitare una professione con un salario equiparato, a parità di professione e ruolo, all'uomo, così da prevenire la degradante pratica.
Venne anzitutto sdoganata l'mwanoeducazione sessuale, mettendo a punto un programma di educazione sessuale di massa per combattere la disinformazione e le malattie.cite-ref-5-67-0[67] L'educazione sessuale era pesantemente censurata nella Russia zarista, come del resto in tutto il mondo, con leggi che vietavano ai medici di tenere conferenze pubbliche sulla salute sessuale a meno che la polizia non fosse presente per fermare i colloqui ritenuti inappropriati.cite-ref-68[68]cite-ref-69[69]
Il Commissariato sovietico per la salute creò sotto Stalin il Consiglio centrale per la lotta alla prostituzione, che si occupò di fornire alle prostitute, e alle donne indigenti in generale, un'istruzione e un posto di lavoro. Furono create ad hoc le Cliniche del lavoro per rendere le prostitute membri attivi della società e reintegrarle nel mondo del lavoro. Le misure si rivelarono efficaci già dagli anni '30, arrivando ad aver sostanzialmente debellato la prostituzione negli anni '60.cite-ref-4-66-1[66]cite-ref-5-67-1[67]
Sarà poi dalla fine degli anni '80 in poi, sotto mwapeGorbačëv, che si iniziarono a rivedere le prime prostitute per le strade di Mosca e in tutta l'URSS, assieme al revisionismo ideologico interno al PCUS, iniziato con mwapiChruščëv e concretizzatosi nella mwapmPerestrojka di Gorbačëv, cambiò infatti anche la percezione della prostituta, non più vista come vittima ma come criminale, si reintrodusse infatti nel 1987 il reato di prostituzione.cite-ref-70[70]
L'operato e le "grandi purghe"
Stalin diede anche alcuni contributi allo sviluppo teorico del mwaqamarxismo-leninismo, in particolare sul rapporto tra socialismo e movimenti mwaqenazionalisti.cite-ref-71[71] La prassi politica realizzatasi nei trent'anni del suo governo è stata definita dai suoi oppositori (in particolare mwaqytrotskisti e mwaqcanticomunisti) "mwaqgstalinismo" al fine di evidenziare una sua parziale differenza rispetto alla formulazione classica del marxismo-leninismo.
Partendo dal concetto mwaqoleninista di "mwaqsdittatura del proletariato", secondo il quale dopo la rivoluzione e prima della realizzazione di una società comunista compiuta sarebbe necessaria una fase politica di transizione in cui i mezzi dello Stato conquistato dai lavoratori vengano da essi impiegati contro la resistenza della minoranza capitalista sconfittacite-ref-72[72] e dalla teoria dell'estinzione dello Stato una volta terminato il periodo della dittatura del proletariato,cite-ref-73[73] Stalin seguì la teoria della violenza rivoluzionaria crescente all'interno del periodo di transizionecite-ref-74[74]cite-ref-75[75]cite-ref-76[76] già elaborata da Lenin.cite-ref-77[77]
Le caratteristiche distintive della gestione stalinista del potere in politica interna sono il culto della personalità e l'impiego del terrore,cite-ref-78[78] partendo nominalmente dal concetto leninista di "dittatura del proletariato". Lenin, in mwaskmwasoStato e rivoluzione, aveva previsto che immediatamente dopo la presa del potere rivoluzionario l'apparato di repressione dello Stato, fin dall'inizio del periodo di transizione, avrebbe cominciato a indebolirsi fino a estinguersi una volta raggiunto il comunismo. Di fatto la pratica staliniana di governo andava nella direzione opposta: una crescita abnorme dell'apparato repressivo dello Stato. Questo creava dei problemi teorici e pratici di difficile soluzione in cui ci si chiedeva che socialismo poteva essere quello che si serviva di un apparato repressivo di tal fatta. Sul punto "dell'intensificarsi della lotta di classe man mano che si procedeva verso il socialismo" Stalin fu chiaro e disse nel riunione plenaria del febbraio-marzo 1937: "Quanto più andremo avanti, quanti più successi avremo, tanto più i residui delle classi sfruttatrici distrutte diverranno feroci".cite-ref-79[79] Con il 1928 ebbe inizio la cosiddetta "era di Stalin": da quell'anno infatti la vicenda della sua persona si identificò con la storia dell'Unione Sovietica, di cui fu l'onnipotente artefice fino alla morte. Dopo aver posto bruscamente termine alla NEP con la collettivizzazione forzata e la meccanizzazione dell'mwas8agricoltura e soppresso il commercio privato (i mwatakulaki arricchiti furono declassati a semplici contadini dei mwatemwatikolchoz e quelli che si opponevano venivano avviati a campi di lavoro), fu dato avvio al primo piano quinquennale (1928-1932) che dava la precedenza all'mwatmindustria pesante.
Le terribili "mwatupurghe" degli anni trenta (successive al misterioso assassinio di mwatySergej Kirov) che videro la condanna a morte o a lunghi anni di carcere di quasi tutta la vecchia guardia bolscevica, da mwatcKamenev a mwatgZinov'ev, da mwatkRadek a mwatoSokol'nikov e mwatsJurij Pjatakov; da mwatwBucharin e mwat0Rykov a mwat4G. Jagoda e a mwat8M. Tuchačevskij (1893-1938); in totale mwaua35 000 ufficiali su mwaue144 000 che componevano l'Armata Rossa.cite-ref-80[80]
Secondo le stime del mwaucKGB (1960, rese note dopo la caduta dell'Unione Sovietica) 1118 persone vennero condannate a morte nel 1936, mwaug681 692 persone nel 1937-1938 (mwauk353 074 nel 1937 e mwauo328 018 nel 1938), e 2552 nel 1939 per reati politici. Il totale di condanne a morte politiche tra il 1930 e il 1953 è, sempre secondo queste stime, di mwaus786 098, anche se molti storici le considerano sottostimate per diversi motivi.cite-ref-81[81] Stalin e i suoi collaboratori giustificarono il bagno di sangue che spazzò via dal mwavaPCUS ogni residuo di opposizione alla linea stalinista (operazione che privò, fra l'altro, l'Armata Rossa di oltre la metà dei suoi comandanti più prestigiosi e il partito dei dirigenti della generazione rivoluzionaria), con il timore di complotti e di moti reazionari, nonché con la presenza di una "quinta colonna" borghese-mwavefascista nei vertici dell'esercito.
La totale riabilitazione delle vittime di Stalin ha definitivamente dimostrato che non è mai esistito alcun "complotto militare fascista" nell'esercito,cite-ref-82[82] anche se non tutti gli studiosi (mwavcneostalinisti e mwavgantirevisionisti a parte, i quali sostengono la posizione stalinista, seppur in maniera solitamente ideologica, come ad esempio mwavkLudo Martens)cite-ref-martens-83-0[83] concordano su questo: si veda mwav4Domenico Losurdo, che ha sostenuto che esisteva realmente una "quinta colonna" di tipo mwav8golpista o filo-capitalista all'interno dell'Unione Sovietica e che quindi Stalin non fosse completamente nel torto; pur avendo commesso repressioni non giustificate, per gli studiosi revisionisti (oltre a Losurdo, si ricorda anche mwawaGiorgio Galli)cite-ref-84[84] non bisogna comunque usare la figura di Stalin per condannare mwawuin toto l'esperienza sovietica.cite-ref-losurdo-85-0[85] Lo storico Niccolò Pianciolla ha criticato l'opera di Losurdo sostenendo che la sua descrizione del Grande Terrore (1937-38) sarebbe "da tempo superata sulla base degli archivi".cite-ref-86[86]
In questo periodo, al di là dalle interpretazioni storiografiche, venne comunque intrapresa una lotta senza tregua contro i reali o presunti nemici del socialismo o antipartito. Vennero allontanati dal potere i più famosi capi della rivoluzione: Trockij, Kamenev, Zinov'ev, Bucharin, fino a giungere al culmine, coi processi di Mosca e con l'eliminazione fisica di tutta la vecchia guardia bolscevica e infine di Trockij (assassinato da un sicario nel 1940 a mwaw8Città del Messico), già in esilio da più di un decenniocite-ref-87[87] Per dare un'idea dell'entità della repressione, solo considerando i componenti del Politburo degli mwaxqanni venti, perirono nelle purghe i seguenti "vecchi bolscevichi", in gran parte "compagni d'armi di Lenin": Lev Kamenev, Nikolaj Krestinskij, Lev Trockij, Nikolaj Bucharin, Grigorij Zinov'ev, Aleksej Rykov, mwaxuJānis Rudzutaks, mwaxyGrigorij Sokol'nikov, mwaxcNikolaj Uglanov, mwaxgVlas Čubar', mwaxkStanislav Kosior e mwaxoSergej Syrcov.
Dei 139 membri e supplenti del Comitato centrale del partito, eletti al XVII congresso del 1934, nei due anni successivi 98 furono arrestati e fucilati. Dei 1966 delegati con diritto di voto o di consulenza 1108, cioè chiaramente più della maggioranza, furono arrestati sotto l'accusa di delitti controrivoluzionari (dati del rapporto Krusciov).cite-ref-88[88] Ammessa alla mwayaSocietà delle Nazioni nel 1934, l'Unione Sovietica avanzò proposte di disarmo generale e cercò di favorire una stretta collaborazione antifascista sia fra i vari Paesi sia al loro interno (politica dei "fronti popolari"). Nel 1935 concluse patti di amicizia e reciproca assistenza con la mwayeFrancia e la mwayiCecoslovacchia; l'anno successivo appoggiò con aiuti militari la mwaymSpagna repubblicana contro mwayqFranco.
Tuttavia il mwayypatto di Monaco (1938) costituì un duro colpo per la politica "collaborazionista" di Stalin che a Litvinov sostituì mwaycVjačeslav Molotov (1939) e alla linea possibilista alternò una politica puramente realistica. Per lunghi mesi nel 1939 l'Unione sovietica tentò di stringere accordi con l'Inghilterra e la Franciacite-ref-89[89] per giungere a un patto che garantisse l'aiuto delle due nazioni all'Unione Sovietica in caso di invasione tedesca, ma le due potenze occidentali inviarono a mwaywMosca solo delegazioni di secondo grado senza il potere di stringere alcun accordo.
Di fronte alle tergiversazioni occidentali e temendo il sostegno di Francia e Inghilterra alla mway4Germania nazista per costruire un unitario fronte anticomunista, Stalin preferì la "concretezza" tedesca (mway8patto Molotov-Ribbentrop del 23 agosto 1939) che, secondo lui, se non era più in condizione di salvare la pace europea, poteva almeno momentaneamente assicurare la pace all'Unione Sovietica e prepararlo a quella che poi sarebbe stata chiamata la "grande guerra patriottica".cite-ref-wheat3-16-1[16]cite-ref-wheat4-17-1[17]cite-ref-90[90]
Una diversa interpretazione storiografica è, tuttavia, quella che vede il mwaz0Patto Molotov-Ribbentrop come un tentativo di Stalin di far uscire l'URSS dall'isolamento internazionale in cui si trovava da almeno un biennio, reso palese dalla mwaz4Conferenza di Monaco del 29-30 settembre 1938 a cui l'mwaz8Unione Sovietica non era stata invitata. Un'ulteriore interpretazione storiografica (ad esempio, quella dello storico russo marxista-leninista Roy Medvedev, che ha scritto diverse opere su Stalin) vede uno Stalin in attesa degli eventi, pronto a schierarsi dalla parte del vincitore appena si fosse palesato come tale. La spartizione della mwa0aPolonia (1939) e l'annessione di mwa0eEstonia, mwa0iLettonia e mwa0mLituania e la guerra alla mwa0qFinlandia (1940) rientrarono nella stessa concezione: garantire al massimo le frontiere sovietiche "calde". In seguito al patto di non aggressione con la Germania, il mwa0uComintern, strettamente controllato da Stalin, riesumò il vecchio slogan leniniano della mwa0yguerra tra opposti imperialismi, attribuendo le maggiori responsabilità a Francia e Inghilterra.cite-ref-91[91] Tale linea provocò non poco scompiglio e disorientamento tra le file dei comunisti, molti dei quali erano approdati alle idee del comunismo proprio in funzione dell'anti-nazismo e dell'antifascismo.cite-ref-92[92]
La modernizzazione dell'URSS
Mentre il mondo capitalistico attraversava la crisi della mwa1uGrande depressione, l'Unione Sovietica sviluppava considerevolmente la propria produzione, aumentando la propria ricchezza.cite-ref-93[93] Circa la metà del reddito nazionale fu dedicata all'opera di trasformazione di un Paese povero e arretrato in una grande potenza industriale. Furono fatte massicce importazioni di macchinari e chiamate alcune decine di migliaia di tecnici stranieri. Sorsero nuove città per ospitare gli operai (che in pochi anni passarono dal 17 al 33% della popolazione), mentre una fittissima rete di scuole debellava l'mwa1oanalfabetismo e preparava i nuovi tecnici. Anche il secondo piano quinquennale (1933-1937) diede la precedenza all'industria che compì un nuovo grande balzo in avanti; ma non altrettanto brillante fu il mwa1srendimento agricolo per cui, in concomitanza con l'entrata in vigore di una nuova Costituzione (1936), ne fu modificata la troppo rigida struttura.
A quest'opera indubbiamente gigantesca corrisposero tuttavia un ferreo autoritarismo e un'implacabile intransigenza: ogni dissenso ideologico fu condannato come "complotto".cite-ref-94[94]
Uno dei simboli della modernizzazione dell'URSS fu senza dubbio la costruzione della mwa2imetropolitana di Mosca, intitolata a Lenin, la cui prima linea venne inaugurata il 15 maggio 1935. Al termine del governo di Stalin la città disponeva di quattro linee, molte stazioni sono rimaste inalterate o ristrutturate fedelmente, mantenendo le tipiche decorazioni e affreschi che ne fanno ad oggi una delle metropolitane più apprezzate al mondo.cite-ref-95[95]cite-ref-96[96]cite-ref-97[97]
I piani quinquennali
cite-ref-98[98]
«La legge dello sviluppo pianificato dell'economia nazionale è sorta come contrapposizione alla legge della concorrenza e dell'anarchia della produzione nel capitalismo»
(I. Stalin, "Problemi economici del socialismo in URSS", 1952)
Già nel 1921 era nato il mwa3oGosplan (commissione statale per la pianificazione) ai fini di delineare una strategia industriale, ma il suo ruolo fu minore negli anni della mwa3sNEP. Con Stalin il GOSPLAN fu incaricato di elaborare il primo mwa3wpiano quinquennale. I tecnici ed economisti del GOSPLAN, dovevano valutare le risorse dell'URSS e proporre un piano di crescita industriale, fissando precisi obbiettivi da raggiungere in 5 anni.
Dato il nuovo assetto ideologico, entro il quale il fine della produzione non era più l'accumulo di capitali e il guadagno a breve termine ma aumentare il benessere pubblico, elevare rapidamente i livelli materiale e culturale dei lavoratori e rafforzare l'indipendenza e le capacità di difesa, si poté agire puntando sull'industria pesante, e non sulla più remunerativa industria leggera, così da poter ambire a raggiungere la piena autosufficienza.
L'obiettivo principale del primo piano quinquennale, avviato nel 1929, era infatti apportare un grande incremento nella produzione di carbone, ferro, acciaio e petrolio. Si mirò inoltre a sviluppare una moderna industria meccanica, chimica e automobilistica. Il processo di mwa38industrializzazione, che già da un secolo si andava espandendo in Europa occidentale, fu solo coi piani quinquennali che toccò efficacemente la Russia, che era prima di allora una nazione prettamente rurale. L'industria passò infatti dal rappresentare il 28% della produzione economica nel 1928 a rappresentarne il 45% nel 1940.cite-ref-2-99-0[99]
Le entrate statali, gli investimenti, i trasferimenti settoriali e territoriali della manodopera vennero programmati in base agli obiettivi di piano e a obiettivi intermedi, annuali, necessari per introdurre aggiustamenti nel corso del piano.
Furono ottenuti risultati significativi come la piena mwa4yoccupazione, l'mwa4calfabetizzazione di massa, estese forme di mwa4gsicurezza sociale, riuscendo così a eliminare la secolare miseria e le più gravi sperequazioni che caratterizzavano la mwa4kRussia zarista, ma il sistema raramente raggiunse a pieno gli obiettivi produttivi fissati.
La colossale esperienza della pianificazione dell'economia nazionale fu fonte di grandi dibattiti all'interno del mwa4sPCUS circa le modalità e gli obiettivi, testimoniati, oltre che dai verbali dei congressi, da una fitta serie di corrispondenze tra Stalin e altri membri del partito, tra cui le più significative furono con JarošenkoЯрошенко, Лука Данилович, Notkin, Aleksandra Vasil'evna SaninaАлександра Васильевна Санина e mwa48VenžerВенжер, Владимир Григорьевич.cite-ref-2-99-1[99]cite-ref-100[100]
Le riflessioni sulla pianificazione con annesse analisi e critiche vennero poi racchiusi in diverse opere saggistiche e riflessive di Stalin, tra cui mwa5kVertigine dei successi. Sulle questioni del movimento di collettivizzazione agricola (1932) e mwa5oProblemi economici del socialismo nell'URSS (1952).
Politica estera
Il riconoscimento internazionale
Dopo la mwa54Rivoluzione sovietica ben 14 differenti nazioni (tra cui Regno Unito, Francia, Stati Uniti, Germania e Italia) inviarono corpi d'armata, formando, assieme ai borghesi russi, l'mwa58Armata Bianca che fronteggiò l'mwa6aArmata Rossa nella mwa6eGuerra civile (1917-1923). Dopo la vittoria definitiva dei rivoluzionari si aprì così un periodo di nette tensioni tra i governi occidentali e la neonata mwa6iUnione Sovietica, vittima fin da subito di forti sanzioni economiche. La priorità di Stalin in politica estera per non vanificare i successi della Rivoluzione, al contrario delle teorie trozkiste della "mwa6mRivoluzione permanente", era aprire dialoghi con i cosiddetti "governi borghesi", ovvero i governi occidentali, per ottenere un periodo di pace e stabilità economica dopo i duri anni della Guerra civile e della Prima guerra mondiale. In primo luogo occorreva il mwa6qriconoscimento internazionale dell'URSS. Il mwa6uConsiglio dei commissari del popolo già sotto mwa6yLenin si era battuto per il riconoscimento diplomatico dello stato sovietico. Le potenze dell'mwa6cIntesa si erano sempre astenute dal riconoscimento ufficiale, sperando nel riemergere di un governo mwa6gcapitalista.
Di fatto, l'URSS fu riconosciuta dalla mwa6oGermania e dai suoi alleati, che entrarono con essa nei colloqui di pace di Brest. La conclusione dei mwa6sTrattati di Brest-Litovsk ha significato l'instaurazione di relazioni diplomatiche ufficiali dell'URSS con la Germania, l'mwa6wAustria-Ungheria, l'mwa60Impero ottomano e la mwa64Bulgaria. L'atteggiamento degli Stati dell'Intesa in relazione alla conclusione della pace si fece più ostile, la questione del riconoscimento fu rimossa dall'agenda. Anche le relazioni con l'Austria-Ungheria e l'Impero ottomano hanno perso la loro forza a causa della loro disintegrazione.
Nuove opportunità si aprirono grazie alla mwa7aPace di Riga del 1921 con la mwa7ePolonia. Il 16 marzo 1921, addirittura fu concluso il primo accordo commerciale sovietico-britannico. Furono conclusi accordi commerciali anche con altri stati dell'Europa occidentale. Tuttavia, le repubbliche sovietiche e gli stati dell'Europa occidentale conservarono molti problemi economici e politici irrisolti.
Il riconoscimento diplomatico delle repubbliche sovietiche ha riscontrato problemi anche in mwa7mAsia, per via delle posizioni fortemente mwa7qantimperialiste in favore dell'mwa7uautodeterminazione dei popoli. Tra gli obbiettivi dell'URSS vi era ripristinare la sovranità di mwa7yIran (Impero britannico), mwa7cAfghanistan (Impero britannico) e mwa7gMongolia (Impero cinese). Dopo la vittoria del Partito Rivoluzionario Popolare Mongolo nel 1921 fu concluso l'accordo di amicizia sovietico-mongolo.
Molte speranze furono riposte nella mwa7oConferenza di Genova del 1922, dove però solamente la mwa7sRepubblica di Weimar riconobbe l'URSS.
La decisiva "ondata di riconoscimento" dell'URSS ebbe luogo sotto Stalin, tra il 1924 e il 1925. Il 22 gennaio 1924 i laburisti guidati da mwa70MacDonald vinsero le elezioni nel mwa74Regno Unito e si espressero in favore del riconoscimento dell'URSS. L'instaurazione di relazioni diplomatiche tra URSS e Regno Unito rese più facile il riconoscimento dell'URSS da parte degli altri paesi occidentali. Il 2 luglio dello stesso anno il governo italiano di mwa78Mussolini riconobbe formalmente l'URSS. Seguirono mwa8aFrancia, mwa8eAustria, mwa8iNorvegia, mwa8mSvezia, mwa8qDanimarca, mwa8uGrecia, mwa8yMessico. Il successo diplomatico dell'URSS proseguì in Estremo Oriente. Il 31 maggio 1924 si riuscì a firmare un accordo con la mwa8cCina sulla ripresa delle relazioni diplomatiche e sulla conservazione del controllo dell'URSS sulla Ferrovia Cinese Orientale.
I rapporti dell'URSS con gli mwa88Stati Uniti e la mwa9aSvizzera rimasero molto instabili. Dopo l'ascesa al potere del presidente degli Stati Uniti mwa9eRoosevelt, uno dei suoi primi grandi eventi di politica estera fu l'istituzione di relazioni diplomatiche con l'URSS, il 16 novembre 1933.
Il 28 luglio 1933 furono stabilite le relazioni diplomatiche con la mwa9mRepubblica Spagnola, che si riveleranno poi fondamentali, dato che Stalin sarà l'unico leader mondiale a supportare la fazione repubblicana contro mwa9qFrancisco Franco nella mwa9uGuerra civile spagnola (1936-1939).
Nell'ambito della politica di "sicurezza collettiva", vennero allacciati rapporti diplomatici con la mwa9cCecoslovacchia, con i quali fu presto concluso l'accordo sovietico-cecoslovacco di mutua assistenza del 1935. Sempre negli anni '30 l'URSS stabilì relazioni diplomatiche con mwa9gBelgio, mwa9kLussemburgo, mwa9oRomania, mwa9sUngheria, mwa9wBulgaria, mwa90Albania.
Il processo di riconoscimento diplomatico dell'URSS si concluse con l'ammissione alla mwa98Società delle Nazioni il 18 settembre 1934.
Il grande successo ottenuto ebbe però vita breve, dato che venne ripristinato l'isolamento internazionale dell'URSS alla mwa-eConferenza di Monaco del 1938 tra Stati Uniti, Regno Unito, Germania nazista, Italia e Francia, principalmente per poter far annettere a mwa-iHitler la mwa-mBoemia. Disconoscendo l'URSS, infatti, il Trattato di mutua assistenza tra URSS e Cecoslovacchia sarebbe decaduto, e Stalin avrebbe infranto il diritto internazionale se fosse intervenuto per difendere la Cecoslovacchia. Il risultato sarà lo smembramento della Cecoslovacchia tra mwa-qGermania nazista, mwa-uRegno d'Ungheria e mwa-yPolonia.
Durante la mwa-gseconda guerra mondiale l'isolamento internazionale dell'URSS sarà completamente abbattuto.cite-ref-101[101]
La "Svolta di Stalin" e la nascita dell'Antifascismo in Europa
Con la gravissima mwa-8crisi economica iniziata nel 1929, sembrava che, in Europa, il mwa-acapitalismo sarebbe crollato sotto il peso delle proprie contraddizioni, come annunziato dalla mwa-edottrina marxista. Invece, a trarre beneficio dalla disoccupazione di massa fu, in primo luogo, un movimento di estrema destra come il mwa-inazionalsocialismo. L'ascesa di mwa-mHitler al potere fu una pesantissima sconfitta per il movimento comunista internazionale. La vittoria nazista in Germania non significava solo la messa al bando del più forte partito comunista d'Europa (il mwa-qPCdG), ma anche la definitiva liquidazione di qualsiasi prospettiva di rivoluzione, che all'inizio degli anni '30 era ancora ritenuta imminente.
A mwa-yMosca, Stalin si rese conto immediatamente del fatto che, sugli eventi tedeschi, aveva pesato in modo fortissimo la frattura irriducibile che dal 1918 aveva lacerato il movimento operaio: invece di allearsi e cercare di combattere insieme il nazismo, comunisti e mwa-csocialdemocratici si erano accaniti gli uni contro gli altri, presentando liste separate, cercando di strapparsi i voti e calunniandosi a vicenda. Nel 1934 la situazione si presentava molto simile in mwa-gFrancia, dove socialisti e comunisti erano divisi, mentre numerose organizzazioni di estrema destra, mwa-knazionaliste e mwa-oantisemite, minacciavano apertamente di cancellare il sistema parlamentare, non appena ne avessero avuto la forza.
Pertanto, nel giugno 1934, Stalin iniziò a dare ordini all'mwa-wInternazionale Comunista, affinché i partiti comunisti dei vari Paesi europei cambiassero radicalmente strategia e stringessero accordi elettorali e programmatici non solo con socialisti e socialdemocratici, ma perfino con tutte quelle forze borghesi che si opponevano sinceramente al mwa-0fascismo, definito fin dal 1933 come «la dittatura terroristica degli elementi più reazionari, più sciovinisti, più imperialistici del capitale finanziario». Anche se specificava che «il fascismo è il potere dello stesso capitale finanziario», malgrado ciò, la definizione elaborata dal Comintern lasciava un margine d'azione e uno spazio notevoli, in quanto permetteva di sostenere che non tutta la borghesia era criminale e disposta a usare il terrore per sottomettere il proletariato rivoluzionario.
In politica estera, la svolta compiuta da Stalin portava in direzione di una possibile intesa con alcune potenze capitalistiche. Fino a quel momento, Stalin aveva disprezzato sia l'mwa-8ordine di Versailles (da cui era nata la Polonia, a spese della Russia), sia la mwbaaSocietà delle Nazioni. mwbaeInghilterra e mwbaiFrancia erano state giudicate potenze mwbamimperialiste e come tali condannate senza appello, alla stessa stregua dell'Italia di mwbaqMussolini.
La svolta di Stalin sancì un vero e proprio cambio di prospettiva in tutta Europa, aprendo alla collaborazione con i partiti borghesi non fascisti e gettando le basi per le future Resistenze partigiane, nate dall'unione di comunisti con altre forze mwbayantifasciste.cite-ref-102[102]
La guerra civile spagnola
Il 17 e 18 luglio 1936 le guarnigioni militari dell'mwba8Africa spagnola guidate da mwbbaFrancisco Franco insorsero contro il governo della mwbbeRepubblica, attuando un mwbbicolpo di Stato che però ebbe successo solo in una parte del Paese. La mwbbmSpagna rimase così divisa in due zone: una sotto l'autorità del governo repubblicano e l'altra controllata dai fascisti. La situazione portò allo scoppio della sanguinosa mwbbqGuerra civile spagnola.
Fin da subito mwbbyHitler si schierò dalla parte di Franco, anche per testare le novità ingegneristiche in campo bellico della macchina da guerra nazista, specialmente l'mwbbcAviazione. All'esercito tedesco si accodarono poi anche quello italiano di mwbbgMussolini e quello portoghese di mwbbkSalazar.
In soccorso dei repubblicani intervennero solamente l'URSS di Stalin e il mwbbsMessico guidato da mwbbwLázaro Cárdenas. Nello specifico Stalin inviò in Spagna 2064 tecnici, 772 piloti d'assalto e vari armamenti (1000 carri armati, mwbb030 000 mitragliatrici, munizioni e materiale sanitario).cite-ref-103[103]cite-ref-104[104]
Il sanguinoso conflitto, del quale si ricorda il tragico mwbccBombardamento di Guernica ad opera dei nazisti che ispirò il celebre mwbcgquadro di mwbckPablo Picasso, si concluse il 1º aprile 1939 con la vittoria del generale Franco, che condurrà la Spagna a una mwbcodittatura militare conclusasi solamente nel 1975. Lo sviluppo di una forte repressione sugli sconfitti costrinse migliaia di spagnoli all'esilio e ne condannò molti altri a morte o alla reclusione.
Il sostegno della Spagna alle mwbcwPotenze dell'Asse durante la mwbc0seconda guerra mondiale portò a un isolamento internazionale di natura politica ed economica,cite-ref-105[105] tuttavia, l'efferato mwbdianticomunismo del regime spagnolo fece sì che durante la mwbdmguerra fredda il regime franchista venisse tollerato e riconosciuto dalle potenze occidentali.
Guerre di confine sovietico-giapponesi
Le mwbdgGuerre di confine sovietico-giapponesi furono una serie di guerre di confine avvenute tra il 1932 ed il 1945 senza una formale mwbdkdichiarazione di guerra tra l'mwbdoImpero giapponese e la mwbdsRepubblica Popolare di Mongolia aiutata dall'mwbdwUnione Sovietica.
In seguito all'mwbd4invasione giapponese della Manciuria del 1931 erano frequenti le violazioni del territorio della mwbd8Mongolia, alleata sovietica, e del confine con l'mwbeaUnione Sovietica.cite-ref-3-106-0[106]
In risposta si verificarono ingerenze anche dalla controparte sovietica. Secondo l'mwbeyesercito imperiale giapponese, tra il 1932 e il 1934 ebbero luogo 152 violazioni del confine, soprattutto perché i sovietici trovarono necessario raccogliere informazioni all'interno della mwbecManciuria. Da parte loro, i sovietici accusarono i giapponesi di 15 casi di violazione delle frontiere, 6 intrusioni aeree e 20 episodi di tentato spionaggio nel solo 1933.cite-ref-3-106-1[106] Altre centinaia di violazioni vennero segnalate da entrambe le parti negli anni seguenti. A peggiorare le cose, la diplomazia e la fiducia sovietico-giapponese erano diminuite ulteriormente in questi anni, con il Giappone di mwbewHirohito apertamente dichiarato "nemico fascista" nel mwbe0VII Congresso del Comintern.cite-ref-3-106-2[106]
I conflitti armati si verificarono a partire dal 1935 e tra le principali operazioni militari note si ricorda la mwbfmbattaglia del lago Chasan (1938), tuttavia è difficile avere una storiografia certa del conflitto, dato che rimase per lungo tempo segretato.cite-ref-0-107-0[107]
I combattimenti si conclusero con la vittoria decisiva sovietico-mongola sui giapponesi nelle mwbfkBattaglie di Khalkhin Gol (1939), che risolsero le dispute e ristabilirono i confini allo mwbfostatus quo ante bellum, salvaguardando anche la Mongolia dalle mire imperialistiche giapponesi.
Il principale comandante sovietico delle operazioni fu il generale mwbfwGeorgij Žukov, che sarà anche, sei anni più tardi, tra i generali sovietici che entrarono a mwbf0Berlino ponendo fine alla mwbf4seconda guerra mondiale.
Le guerre di confine sovietico-giapponesi contribuirono pesantemente alla firma del mwbgaPatto nippo-sovietico di non aggressione del 1941, che consentì a Stalin di avere salvo il confine giapponese e concentrare le forze per respingere l'aggressione nazista.cite-ref-0-107-1[107]
La Seconda guerra mondiale
Occupazione della Germania
Alla mwbheConferenza di Potsdam dell'agosto 1945, dopo la resa incondizionata della mwbhiGermania nazista le potenze vincitrici si consultarono su come procedere rispetto alla Germania, optando infine per dividere la nazione in quattro mwbhmzone di occupazione militare,cite-ref-108[108] ai fini di riparare gli Alleati dei danni di guerra. Le amministrazioni delle quattro potenze terminarono formalmente nel 1949, quando nacquero la mwbhgGermania Ovest e la mwbhkGermania Est.
I disagi provocati dalla divisione in due "Germanie" al popolo tedesco erano evidenti, fu così che Stalin il 10 marzo 1952 emanò un comunicato ufficiale (la famosa mwbhsNota di Stalin) nel quale proponeva alle potenze occidentali un mutuo disimpegno militare al fine di creare uno stato tedesco unitario e neutrale.cite-ref-109[109] La proposta di Stalin venne respinta dalle potenze occidentali, che nel frattempo stavano lavorando per includere la Germania Ovest nella mwbiaNATO.
Dopo la morte di Stalin nel 1953 le tensioni tra le due nazioni crebbero notevolmente col progressivo instaurarsi della mwbiiguerra fredda, arrivando alla costruzione del famoso mwbimMuro di Berlino, costruito nel 1961 per volere di mwbiqNikita Krusciov.cite-ref-110[110]
Occupazione dell'Impero Giapponese
Al termine della mwbjiseconda guerra mondiale l'mwbjmImpero Giapponese, così come la Germania, venne temporaneamente occupato dagli mwbjqAlleati per riparare dei danni di guerra. All'Unione Sovietica spettò la zona settentrionale della mwbjuCorea e il mwbjySachalin (ex territorio russo occupato dal Giappone).
L'mwbjgamministrazione civile sovietica in Corea si concluse il 3 settembre 1948 con la proclamazione della mwbjkRepubblica Popolare Democratica di Corea.
Rivoluzione cinese
Stalin non nutriva particolare stima personale nei confronti di mwbkiMao Zedong, nonostante al contrario egli ammirava molto Stalin, ma al tempo stesso riteneva Mao l'unica opportunità di concretizzare una rivoluzione comunista in mwbkmCina.cite-ref-111[111] Infatti Stalin appoggiò la fazione di Mao nella mwbkgGuerra civile cinese fin dal 1936, contro la fazione nazionalista guidata da mwbkkChiang Kai-shek appoggiata da mwbkoGermania nazista e mwbksItalia.
Una presenza ingombrante in Cina era anche quella dell'mwbk0Impero giapponese, che controllava la vasta area del mwbk4Manciukuò e tutta la costa orientale cinese. L'occupazione giapponese della Cina terminerà definitivamente, dopo decenni di scontri, con l'mwbk8Invasione sovietica della Manciuria, nell'agosto 1945, dove furono impiegati 1,5 milioni di soldati sovietici.
Al termine della mwbleseconda guerra mondiale lo scontro tra il bando comunista e il bando nazionalista si intensificò maggiormente e Stalin continuò convintamente nel fornire ingenti equipaggiamenti, armamenti e supporto strategico e militare all'Armata rossa cinese, che combatteva però Chiang Kai-shek risolutamente sostenuto dagli mwbliStati Uniti.
Il sanguinoso conflitto si concluse formalmente il 1º ottobre 1949 quando Mao proclamò la mwblqRepubblica popolare cinese, e ufficialmente si concluse in novembre con la caduta di mwbluChongqing, ultima fortezza nazionalista, dalla quale Chiang Kai-shek al seguito di 600.000 militari e alcuni civili evacuerà, grazie all'aiuto della marina statunitense, nell'mwblyIsola di Formosa, dando origine allo stato di mwblcTaiwan, che tutt'oggi reclama la sovranità sulla Cina, che a sua volta reclama la sovranità su Taiwan.
Sotto Stalin e i primissimi anni di mwblkChruscev i rapporti tra URSS e Cina saranno ottimali, con una stretta collaborazione economica e tecnologica, il supporto tecnico di scienziati ed economisti sovietici sarà infatti fondamentale per la riuscita del primo piano quinquennale di Mao (1953-1957). Tuttavia per una serie di vertenze politiche e ideologiche si verificherà un allontanamento tra le due nazioni già a partire dal 1956, fino alla drastica mwblorottura sino-sovietica del 1960-61, che sarà poi tra le concause del fallimento del secondo piano quinquennale cinese, il "mwblsmwblwGrande balzo in avanti" pianificato per il periodo 1958-1963, ma abbandonato e revisionato nel 1961.
Guerra di Corea
Nell'agosto 1945 i comandi statunitense e sovietico stabilirono la demarcazione della mwbmepenisola coreana, precedentemente occupata dall'mwbmiImpero Giapponese, al mwbmm38º parallelo, al nord del quale si sarebbe insediata l'mwbmqAmministrazione civile sovietica e al sud il mwbmuGoverno militare statunitense.cite-ref-112[112]
Quando le rispettive amministrazioni si ritirarono nel 1948 lasciarono due regimi antitetici nelle rispettive zone d'influenza, il 13 agosto venne proclamata la mwbmsRepubblica di Corea (Corea del Sud) guidata da mwbmwSyngman Rhee e il 9 settembre la mwbm0Repubblica popolare democratica di Corea (Corea del Nord) guidata da mwbm4Kim Il-sung. Entrambe le "Coree" rivendicavano la sovranità sull'intera penisola, iniziò dunque un periodo di grandi ostilità caratterizzato da forti provocazioni e repressioni da ambo i lati.
Il 25 giugno 1950 la Corea del Nord invase la Corea del Sud dando inizio alla mwbnaGuerra di Corea, il primo teatro concreto della mwbneguerra fredda.cite-ref-113[113] La Corea del Nord venne fiancheggiata dalla Cina di Mao Zedong (con circa mwbny750 000 uomini) e dall'URSS (con circa mwbnc26 000 uomini), mentre la Corea del Sud vide l'appoggio di mwbngStati Uniti, mwbnkRegno Unito, mwbnoFrancia e mwbnsONU.
Il conflitto fu particolarmente sanguinoso e controverso per via del largo utilizzo di napalm da parte dell'aviazione occidentale, nel complesso coinvolse circa 3 milioni di soldati e provocò la morte di circa 2 milioni di militari e 2 milioni di civili.cite-ref-114[114] La guerra si concluse il 27 luglio 1953 con l'mwboeArmistizio di Panmunjeom, che riportò di fatto la situazione alla situazione prebellica, se non per qualche perfezionamento sul confine.
Seconda guerra mondiale
Il Patto Molotov-Ribbentrop
Il clima dell'Europa degli anni '30 era estremamente chiuso a qualsiasi consultazione diplomatica con l'URSS. Stalin già dal 1934 si era espresso sull'urgenza di dover arginare la deriva nazifascista dell'Europa di quegli anni, che rimase tuttavia estremamente sottovalutata, se non talvolta aiutata, dalle potenze occidentali. Lo stesso ministro degli esteri inglese, mwbosLord Halifax, in un suo incontro con mwbowAdolf Hitler avvenuto il 19 novembre 1937, espresse simpatie per le rivendicazioni tedesche e definì la Germania nazista "baluardo dell'Europa contro il mwbo0bolscevismo". L'atteggiamento occidentale cambierà leggermente nell'aprile del 1939, quando i governi di Regno Unito e Francia avanzarono a Stalin la possibilità per un accordo di difesa militare in caso di aggressione nazista. Appariva infatti molto concreta la possibile invasione della mwbo4Polonia da parte di Hitler e Stalin non voleva assolutamente correre il rischio di avere truppe naziste sul confine sovietico, anche perché l'esercito sovietico era nel frattempo impegnato in un mwbo8conflitto segreto contro l'mwbpaImpero Giapponese. Le trattative tra i ministeri inglese, francese e sovietico furono molto lunghe e farraginose, con i ministeri inglese e francese sempre poco disposti alla collaborazione e lenti nel fornire risposte, a differenza della controparte sovietica. Stalin fino alla terza settimana di agosto si era reso disponibile a inviare circa un milione di soldati sovietici al confine polacco-tedesco,cite-ref-1-115-0[115] ma Regno Unito e Francia non vollero concludere il negoziato.
Fu così che il ministero degli esteri sovietico, capeggiato da mwbpyMolotov, si vide costretto a fare il "patto col diavolo" pur di salvare il confine e si rivolse direttamente alla Germania. L'accordo riuscì e si concluse il 22 agosto, con la conseguente mwbpcSpartizione della Polonia e il ritorno dei mwbpgPaesi Baltici sotto l'URSS. Grazie all'accordo i sovietici "allontanarono" il confine di circa 300 chilometri, il che si rivelerà di vitale importanza durante la resistenza all'mwbpkInvasione nazifascista dell'Unione Sovietica del 1941.
Essendo tutti questi retroscena segretati per quasi 70 anni,cite-ref-1-115-1[115] il Patto Molotov-Ribbentrop fu a lungo oggetto di strumentalizzazioni da parte della stampa occidentale, che fece del patto la prova portante della tesi per la quale, tutto sommato, non vi era poi troppa differenza tra Stalin e Hitler.cite-ref-0-107-2[107] Altri studiosi non concordano con questa tesi: lo storico Richard Overy ha affermato che: "Vi sono prove schiaccianti che la leadership di Mosca s'è trastullata con l'idea di un'alleanza con l'Occidente solo per costringere la Germania ad acconsentire a qualche concreta concessione per l'Unione Sovietica.cite-ref-116[116] Una nota di Stalin del 7 agosto al ministro sovietico della Difesa incaricato delle trattative con inglesi e francesi riporta istruzioni piuttosto precise su come portare avanti i negoziati, e al tempo stesso vanificarli.cite-ref-117[117] Lo storico Ennio Di Nolfo nota che nel '39 il pericolo di un attacco nazista non esisteva ancora perché Hitler, di fronte alla garanzie anglofrancesi a difesa dell'indipendenza della Polonia, era intenzionato ad evitare una guerra su due fronti; e inoltre, i negoziati economici in vista di una nuova "base politica" tra Germania e Unione Sovietica ebbero inizio nel maggio del '39, nello stesso periodo in cui l'URSS stava negoziando con Francia e Inghilterra per una possibile alleanza in funzione antitedesca: segno evidente che Stalin stava giocando su due tavoli.cite-ref-118[118]
Seconda guerra mondiale
«Quando volgo indietro lo sguardo mi permetto di dire che nessun'altra direzione politico-militare di qualsiasi Paese avrebbe retto a simili prove, né avrebbe trovato una via d'uscita dalla situazione eccezionalmente grave che si era creata [...]»
(Georgij Zhukov, Memorie e battaglie, 1970)
Il mwbscfronte orientale (indicato nella storiografia russo/sovietica come "mwbsgGrande guerra patriottica") rappresentò uno dei maggiori teatri bellici della mwbskseconda guerra mondiale, che decise il conflitto in mwbsoEuropa. Le operazioni condotte su questo fronte videro contrapposte da una parte le forze armate della mwbssGermania nazista e dei mwbswsuoi alleati e dall'altro quelle dell'mwbs0Armata Rossa dell'mwbs4Unione Sovietica, sostenuta più avanti nel conflitto dalle varie resistenze partigiane delle nazioni occupate dalle forze nazifasciste.
L'attacco contro l'URSS ebbe inizio il 22 giugno 1941 con l'mwbtaInvasione dell'Unione Sovietica da parte di mwbteGermania, mwbtiItalia e i loro mwbtmalleati, che schierarono un esercito di oltre 3 milioni di uomini.cite-ref-119[119] L'avanzata tedesca inizialmente travolse le forze armate sovietiche, poco dopo l'attacco Stalin fece fucilare il comandante del Fronte Occidentale generale mwbtgD. G. Pavlov e il comandante della 4ª Armata A. A. Korobkov,cite-ref-120[120] emanò l'mwbt4ordine numero 227 noto come: "Non un passo indietro!". L'avanzata tedesca arrivò fino alle porte di mwbt8Mosca, dove Stalin riuscì a organizzare una tenace resistenza e l'Armata Rossa passò al contrattacco a partire dal 5 dicembre 1941, vincendo la mwbuabattaglia di Mosca.
Malgrado l'attacco della mwbuiWehrmacht tedesca, l'esercito sovietico riuscì a stabilire una linea difensiva e mantenne il possesso delle tre città di mwbumLeningrado (oggi San Pietroburgo), mwbuqMosca e mwbuuStalingrado (oggi Volgograd) e l'Unione Sovietica riuscì lentamente a riorganizzare e potenziare le sue forze ad est degli mwbuyUrali.
Si aprì così un periodo di collaborazione con le potenze occidentali, e l'URSS fu inclusa tra le nazioni che beneficiavano della legge mwbugLend-Lease statunitense.
La svolta avvenne con la vittoria nella decisiva mwbuoBattaglia di Stalingrado; che si prolungò per oltre sei mesi, dal 17 luglio 1942 al 2 febbraio 1943.cite-ref-121[121]cite-ref-122[122]
Nel 1944-1945 infine le truppe sovietiche avanzarono in Europa orientale e in Germania, concludendo vittoriosamente la guerra entrando a mwbvqBerlino, mwbvuVienna e liberando il mwbvyCampo di concentramento di Auschwitz.
Nel complesso si stima che la guerra e la durissima occupazione nazista sia costata la vita di circa 10,6 milioni di militari e 15,7 milioni di civili, facendo dell'Unione Sovietica lo stato che più patì la furia nazifascista sia in termini militari che civili.cite-ref-123[123]
Oltre al suo apportomwbv0 – notevole e decisivomwbv4 – alla conduzione della guerra, fu anche estremamente significativo il ruolo di Stalin come grande diplomatico, evidenziato dalle conferenze al vertice.cite-ref-124[124] Fu assai stimato da mwbwmFranklin Delano Roosevelt, meno da mwbwqWinston Churchill, cui fece velo la vecchia ruggine (rinforzata dai fatti del 1939) anticomunista.cite-ref-125[125] Stalin fu infatti candidato al mwbwkPremio Nobel per la Pace due volte. La prima volta nel 1945, dallo storico e politico norvegese mwbwoHalvdan Koht.cite-ref-126[126] La candidatura fu riproposta da Wladislav Rieger, professore della mwbw8Università Carolina di Praga, nel 1948.cite-ref-127[127]
Durante i vari incontri il primo ministro britannico mwbxuWinston Churchill descrisse così Stalin:cite-ref-2-99-2[99]
«Era una personalità incredibile,che nel corso della propria vita ha lasciato il suo marchio nel nostro tempo crudele. Stalin era un uomo di energia eccezionale, di erudizione e di volontà indomabile, duro e senza esitazioni sia nell'azione che nella discussione, e persino io, cresciuto nel Parlamento inglese non ero affatto in grado di contrastarlo...Una forza gigantesca risuonava nelle sue parole. Questa forza era così grande da farlo apparire unico fra i capi di tutti i tempi e di tutti i popoli. Il suo effetto sulla gente era irresistibile. Ogni volta che entrava nella sala di congresso di Yalta tutti ci alzavamo in piedi come se seguissimo un ordine e, stranamente, stavamo tutti sull'attenti. Stalin possedeva una saggezza profonda, imperturbabile, logica e ragionevole. Era un maestro nel trovare un'uscita nelle situazioni più disperate e nei tempi più difficili...Usò noi, i suoi nemici che aveva apertamente definito imperialisti per distruggere il proprio nemico...È salito al potere in Russia quando ancora c'era l'aratro in legno e l'ha lasciata fornita di armi atomiche»
Il dibattito sulle uccisioni
Prima della mwbyqdissoluzione dell'Unione Sovietica i ricercatori che hanno tentato di determinare il numero di persone uccise sotto il regime di Stalin hanno prodotto stime che vanno dai 3 ai 60 milioni di individui.cite-ref-128[128] Dopo la fine dell'Unione Sovietica la disponibilità di accesso agli archivi sovietici, prima segreti, ha permesso di reperire la documentazione ufficiale di 799,455 esecuzioni tra il 1921 e il 1953,cite-ref-129[129] di circa 1,7 milioni di morti nei mwby0gulag e di mwby4390 000 morti nei lavori forzati, con un totale di circa 2,9 milioni di vittime ufficialmente registrate in queste categorie.cite-ref-130[130]
I documenti ufficiali d'archivio sovietici non contengono dati completi per altre categorie di vittime, come quelle conseguenti alle deportazioni etniche o all'emigrazione dei tedeschi alla fine della seconda guerra mondiale. Eric Weitz ha scritto: "Nel 1948, secondo mwbzqNicolas Werth, il mwbzutasso di mortalità dei mwbzy600 000 deportati dal mwbzcCaucaso tra il 1943 e il 1944 aveva raggiunto il 25%".cite-ref-131[131]cite-ref-132[132] Altre rilevanti esclusioni includono il mwbaamassacro di Katyn', ulteriori omicidi nelle aree occupate e le fucilazioni di massa da parte dell'Armata Rossa. Durante la guerra i sovietici videro circa mwbae158 000 disertori tra le file del loro esercito.cite-ref-133[133] Le statistiche ufficiali sulla mortalità nei mwbaygulag escludono inoltre le morti dei prigionieri avvenute subito dopo il loro rilascio, ma che furono diretta conseguenza del duro trattamento subito nei campi.cite-ref-134[134] Tuttavia alcuni storici ritengono che le cifre contenute negli archivi ufficiali registrate dalle autorità sovietiche siano inaffidabili e incomplete.cite-ref-135[135]
Gli storici che affrontarono il problema dopo la dissoluzione dell'Unione Sovietica hanno stimato un numero totale di vittime che varia tra i circa 4 milioni a i quasi 10 milioni di individui, senza contare coloro che non sono sopravvissuti alle mwbbacarestie.cite-ref-136[136]cite-ref-137[137]cite-ref-138[138] Lo scrittore russo Vadim Erlikman, per esempio, ha formulato le seguenti stime: esecuzioni: 1,5 milioni; mwbb0gulag: 5 milioni; deportazioni: 1,7 milioni su 7,5 milioni di deportati; prigionieri di guerra e civili tedeschi: 1 milione; per un totale di circa 9 milioni di vittime conseguenti alla repressione.cite-ref-139[139]
Alcuni studiosi hanno incluso anche la morte di 6-8 milioni di persone per mwbcmfame, tra il 1932-1933, tra le vittime della repressione di Stalin. Tuttavia questa categorizzazione è controversa: infatti gli storici non sono unanimemente concordi sul fatto che la carestia fosse una parte deliberata della campagna di repressione contro i mwbcqkulaki e altri oppositori,cite-ref-140[140]cite-ref-141[141]cite-ref-142[142]cite-ref-143[143]cite-ref-144[144]cite-ref-145[145]cite-ref-memorialitalia-it-146-0[146]cite-ref-147[147] o semplicemente una conseguenza involontaria della mwbeucollettivizzazione forzata.cite-ref-148[148]cite-ref-149[149]cite-ref-150[150] La maggioranza degli studiosi è tuttavia concorde sul fatto che il regime sovietico adoperò la carestia come "arma" per sottomettere la resistenza dei contadini ucraini.cite-ref-151[151]
Secondo mwbfcAleksandr Jakovlev, che diresse la commissione per la riabilitazione delle vittime delle repressioni, creata dal presidente mwbfgEl'cin nel 1992, i morti causati dal regime di Stalin furono oltre 20 milioni.cite-ref-152[152] In una conversazione con Winston Churchill nel 1942, lo stesso Stalin ammise di aver dovuto combattere, durante la collettivizzazione forzata degli anni '30, contro dieci milioni di contadini, affermando che fu una lotta più terribile di quella che stava combattendo contro i tedeschi.cite-ref-153[153]
Secondo quanto affermato invece da mwbgiRobert Conquest nel suo libro mwbgmmwbgqIl Grande Terrore i morti nei Gulag e nei campi di lavoro sarebbero stimabili tra i 13 e i 15 milioni, su una popolazione di 30 milioni di internati.cite-ref-154[154] Conquest aveva affermato che i dati di archivio che sarebbero stati pubblicati dopo la dissoluzione dell'Unione Sovietica avrebbero corroborato le sue analisi,cite-ref-155[155] ma Viktor N. Zemskov, uno degli storici che hanno potuto accedere agli archivi desecretati del NKVD/MVD, ha pubblicato dati fortemente contrastanti con le supposizioni di Conquest:cite-ref-156[156]
| | Arresti nel 1937-1938 | Popolazione dei gulag nel 1938 | Popolazione dei gulag e delle carceri nel 1938 | Popolazione dei gulag nel 1952 | Morti nei gulag nel 1937-1938 | Esecuzioni nel 1937-1938 | Esecuzioni totali tra il 1921 e il 1953 |
|---|---|---|---|---|---|---|---|
| A. Antonov-Ovseenko | 18,8 milioni | | 16 milioni | | | | 7 milioni |
| R. A. Medvedev | 5-7 milioni | | | | | 0,5-0,6 milioni | |
| O. Šatunovskaja | 19,8 milioni | | | | | 7 milioni | |
| D. Volkogonov | 3,5-4,5 milioni | | | | | | |
| R. Conquest | 7-8 milioni | ~7 milioni | ~8 milioni | 12 milioni | 2 milioni | 1 milione | |
| Accertati | ~2,5 milioni | ~1,9 milioni | 2,0 milioni | 2,5 milioni | 160 084 | 681 682 | 799 455 |
La discrepanza tra le stime di Conquest e i dati di archivio ha portato lo storico Stephen G. Wheatcroft a sostenere un'aspra diatriba con il collega: mentre Conquest sostiene che gli archivi del NKVD sono inaffidabili e presentano dati palesemente contraffatti,cite-ref-157[157] Wheatcroft afferma che l'analisi di Conquest abbia esagerato il numero di prigionieri e di morti nei campi di lavoro e sia in contraddizione con le analisi demografiche, gli studi condotti sull'uso dei lavori forzati in Unione Sovietica e i dati di archivio desecretati.cite-ref-158[158] Lo storico Marcello Flores sostiene che, sulla base della documentazione attualmente disponibile dagli archivi sovietici, tra il 1930 e il 1952, un milione di persone vennero condannate alla fucilazione, 19 milioni a pene detentive in campi e prigioni, 30 ai lavori forzati e ad altre misure repressive.cite-ref-memorialitalia-it-146-1[146]
Violazioni dei diritti umani
Il 5 marzo 1940 Stalin e altri alti funzionari sovietici, tra cui Berija, firmarono l'ordine di esecuzione di mwbnk25 700 cittadini polacchi, di cui mwbno14 700 mwbnsprigionieri di guerra. Questo episodio è noto come mwbnwmassacro di Katyn'.cite-ref-159[159]cite-ref-160[160] Mentre lo stesso Stalin disse ad un generale polacco che avevano "perso le tracce" degli ufficiali in mwbouManciuria,cite-ref-161[161]cite-ref-162[162] alcuni lavoratori delle ferrovie polacche trovarono la mwbo4fossa comune dopo l'mwbo8invasione nazista del 1941.cite-ref-163[163] Il massacro divenne fonte di scontro politico,cite-ref-164[164]cite-ref-165[165] con i sovietici che, dopo aver riconquistato la Polonia nel 1944, accusarono i tedeschi di essere stati gli artefici del massacro. I sovietici non ammisero la loro responsabilità fino al 1990.cite-ref-166[166]
Stalin introdusse regolamenti militari controversi, come ad esempio l'ordine numero 270 dell'agosto 1941 in cui si richiedeva ai superiori di sparare ai disertori sul posto,cite-ref-167[167] mentre i loro familiari fossero oggetto di arresto. Da allora in poi Stalin condusse una purga di diversi comandanti militari che furono giustiziati per "codardia" senza un processo.cite-ref-168[168] Stalin emise, nel luglio del 1942, l'ordine numero 227, con cui i comandanti che si ritiravano senza un permesso erano soggetti a un mwbqktribunale militare e i soldati colpevoli di infrazioni disciplinari erano costretti a servire nei "battaglioni penali", particolari gruppi schierati nei settori più pericolosi della prima linea.cite-ref-169[169] Dal 1942 al 1945, mwbq4427 910 soldati furono assegnati a questi battaglioni.cite-ref-170[170]
Nel giugno 1941, settimane dopo l'inizio dell'invasione tedesca, Stalin adottò la mwbrqstrategia della "mwbruterra bruciata" con lo scopo di distruggere le infrastrutture e le forniture alimentari in varie zone del Paese prima che i tedeschi potessero usufruirne. Ordinò inoltre alla mwbryNKVD di uccidere circa un centinaio di migliaia di prigionieri politici nelle zone dove la mwbrcmwbrgWehrmacht si avvicinava.cite-ref-171[171]cite-ref-172[172]
Dopo la mwbsicattura di Berlino le truppe sovietiche mwbsmviolentarono decine di migliaia di donne (fino a due milioni secondo alcune fonti) mentre mwbsq50 000 furono oggetto di stupri durante e dopo l'mwbsuoccupazione di Budapest.cite-ref-173[173]cite-ref-174[174] Molte di queste donne morirono o si mwbs4suicidarono in seguito a queste violenze. Nei Paesi facente parti dell'mwbs8Asse, come la Germania, la mwbtaRomania e l'mwbteUngheria, gli ufficiali dell'Armata Rossa generalmente considerarono le città, i villaggi e le fattorie come disponibili per saccheggi.cite-ref-175[175]
Nella mwbtczona di occupazione sovietica della mwbtgGermania del dopoguerra i sovietici realizzarono dieci "campi speciali" subordinati ai mwbtkgulag.cite-ref-176[176] Questi erano ex mwbt4mwbt8stalag, prigioni o mwbuacampi di concentramento nazisti, come mwbueSachsenhausen (campo speciale numero 7) e mwbuiBuchenwald (speciale numero campo 2).cite-ref-177[177] Secondo le stime del governo tedesco "mwbuc65 000 persone sono morte in quei campi sovietici o mentre venivano trasferite in essi".cite-ref-178[178]
Secondo dati recenti dei circa quattro milioni di prigionieri di guerra presi dai sovietici, tra cui tedeschi, giapponesi, ungheresi, rumeni e altri, mwbu0580 000 non fecero mai ritorno a casa e presumibilmente furono vittime della malnutrizione o della vita nei mwbu4gulag.cite-ref-179[179]cite-ref-180[180] Prigionieri di guerra sovietici e lavoratori forzati che sopravvissero alla prigionia tedesca furono inviati al "transito" speciale (o "filtrazione") per determinare quali fossero dei potenziali traditori.
Controversie sulle vittime provocate
Alcuni studiosi di correnti minoritarie spesso avvicinati al mwbvkrevisionismo storiografico, sia marxista-leninista sia neutrale, tra cui mwbvoGiorgio Galli, mwbvsDomenico Losurdo, mwbvwLudo Martens (di area mwbv0neostalinista/mwbv4antirevisionista), mwbv8Grover Furr, Robert W. Thurston, mwbweJ. Arch Getty, Gabor Rittersporn e Douglas Tottle, ridimensionano invece i morti e la responsabilità dello stalinismo,cite-ref-losurdo-85-1[85] affermando inoltre che molti furono dovuti alla seconda guerra mondiale e a carestie non volute dal governo sovietico: Galli abbassa la cifra, contando tra vittime dirette e no, tra mwbwg2 700 000 e mwbwk9 000 000 di morti durante il periodo 1924-1953cite-ref-181[181] mentre Martens e altri sostengono che ci furono mwbw41 400 000 morti tra la mwbw8guerra civile russa e la morte di Stalin, ma gran parte dovuti agli scontri armati (ultima parte della guerra civile russa e mwbxagrande guerra patriottica/mwbxeseconda guerra mondiale) e alla carenza di cibo, anziché a esecuzioni di condanne capitali; Martens attribuisce inoltre, con una posizione controversa e poco condivisa, ai nazistimwbxi – e non ai sovieticimwbxm – il massacro di Katyń.cite-ref-martens-83-1[83] Questi studiosi hanno anche attaccato i redattori del mwbxgmwbxkLibro nero del comunismo, in cui si attribuiscono a Stalin i 20 milioni di morti sovietici nella guerra contro la Germania nazista in cui l'URSS fu parte lesa, mwbxoessendo stato attaccato per primo e a sorpresa dalle mwbxsPotenze dell'Asse, nonostante il patto di non aggressione.cite-ref-182[182]
Coloro che negano che le vittime del periodo staliniano siano statisticamente rilevanti si basano soprattutto sul confronto tra i censimenti della popolazione. Infatti in base ai dati del censimento russo, se si confronta la popolazione dell'Unione Sovietica nel gennaio del 1959 che è di mwbye208 827 000, mentre nel 1913 negli stessi confini era di mwbyi159 153 000, si può stabilire che l'incremento annuale della popolazione è dello 0,60%. Se confrontiamo questi dati con altri Paesi otteniamo:cite-ref-183[183]
| Paese | 1920 | 1960 | Aumento annuo |
|---|---|---|---|
| Regno Unito | 43 718 | 52 559 | 0,46% |
| Francia | 38 750 | 45 684 | 0,41% |
| Germania | 61 794 | 72 664 | 0,41% |
| DDR Berlino RFT | | 17 241 2199 53 224 | |
| Unione Sovietica | 159 153 | 208 827 | 0,68% |
A differenza degli altri Stati la popolazione dell'Unione Sovietica, nonostante nel calcolo sia compreso il periodo della mwb2aprima guerra mondiale e della mwb2eguerra civile e nonostante i 26 milioni di morti nella seconda guerra mondiale, ha registrato un incremento demografico corrispondente a un tasso medio di aumento annuale del 50% superiore agli altri Stati menzionati nella tabella. mwb2iAngus Maddison, nel suo libro mwb2mEconomic growth in Japan and the USSR, presenta risultati simili, citando un incremento di popolazione tra il 1913 e il 1953, aggiustato alle variazioni territoriali, del 23% per l'Unione Sovietica, del 19% per la Gran Bretagna e del 2% per la Francia.cite-ref-184[184]
Anche considerando che l'Unione Sovietica, tra il 1939 e il 1945, estese i propri confini nazionali inglobando la mwb2kCarelia, i mwb2oPaesi Baltici, parte della mwb2sPolonia e della mwb2wPrussia orientale, la mwb20Bessarabia e l'isola di mwb24Sachalin, l'incremento della popolazione non può aver alterato in modo radicale il tasso di crescita, trattandosi di territori che hanno tutt'oggi una densità demografica molto bassa e che all'epoca furono percorsi da emigrazioni conseguenti all'annessione sovietica, riducendo ulteriormente una popolazione locale già decimata dalla guerra. In base a questi dati gli studiosi citati hanno ridimensionato il numero di vittime di Stalin, suscitando spesso ampie polemiche e venendo talvolta accusati di mwb28negazionismo, a loro parere gonfiato dalla propaganda filo-occidentale e anticomunista e usato per screditare l'Unione Sovietica e il socialismo nel loro insieme, tramite la creazione di una "leggenda nera di Stalin".cite-ref-martens-83-2[83]cite-ref-losurdo-85-2[85] Diversi storici hanno, tuttavia, messo in dubbio i dati riguardanti il numero della popolazione russa a causa delle repressioni effettuate dal regime staliniano: un censimento effettuato nel 1937 venne annullato (e i responsabili che vi avevano lavorato, giustiziati) perché indicava una cifra inferiore rispetto a quella annunciata dai dirigenti sovietici. I responsabili del censimento successivo furono perciò incentivati a gonfiare i numeri per evitare la condanna a morte.cite-ref-185[185] La storica Anne Applebaum riporta che il censimento del 1939 venne manipolato in modo da farlo coincidere con la cifra di 170 milioni di abitanti, annunciata da Stalin al XVIII Congresso del partito, nel marzo del '39, ancora prima che i conteggi fossero definitivi.cite-ref-186[186]
Personalità e vita privata
Personalità
Il carattere di Stalin è stato variamente descritto, da freddo (raramente lo si vedeva ridere o infuriarsi) a mwb4cparanoico (specie in tarda età), a perfettamente normale e perfino gradevole. William Bland, nella sua opera mwb4kIl culto della personalità, riporta le memorie personali del leader albanese mwb4oEnver Hoxha secondo cui "Stalin era molto modesto e gentile con le persone"; l'ambasciatore statunitense in Unione Sovietica, Joseph Davies, disse che Stalin era "un uomo semplice, dagli atteggiamenti piacevoli". Secondo molti, usava una "maschera di bonarietà" nei rapporti interpersonali, che nascondeva un carattere spietato, aggressivo e talvolta vendicativo.cite-ref-187[187] Tra i suoi hobby vi erano la musica, la letteratura e il giardinaggio mentre non amava la caccia e la pesca.cite-ref-188[188]cite-ref-189[189]cite-ref-190[190]
L'infanzia di "Soso" (diminutivo georgiano di Iosif) non fu inoltre priva di momenti critici per la sua salute fisica, dapprima per una forma acuta di mwb5wvaricella (o forse di mwb50vaiolo, del quale si ammalò, sempre nell'infanzia, all'età di cinque anni: l'epidemia colpì pesantemente soprattutto i bambini e morirono molti suoi vicini di casa), poi quando, a dieci anni, davanti alla scuola ecclesiastica da lui frequentata, fu investito e travolto da un cavallo che trainava un calesse, nel corso di una festa di Paese: rimase gravemente ferito al braccio sinistro, perdendone parte della capacità di articolazione (il braccio gli rimase per sempre semiparalizzato e più corto del destro di 5 cm; anche se poteva muovere e usare la mano, oltre che usarlo per sollevare qualcosa, la mobilità rimase compromessa). Nel 1894, a 16 anni, poté frequentare, grazie a una borsa di studio, il mwb6aseminario teologico mwb6eortodosso di mwb6iTbilisi: fu scelto per le doti canore e l'eccezionale memoria. L'istruzione in seminario era un desiderio della madre, che lo voleva vescovo, mentre il padre preferiva diventasse calzolaio del paese. Ebbe ancora un incidente all'età di dodici anni, sempre con un calesse che gli passò sulle gambe danneggiandole, rendendone la camminata incerta anche dopo anni e che gli procurò l'epiteto di "claudicante".
A causa di questi handicap venne scartato alla visita di leva per la mwb6yprima guerra mondiale dalla commissione zarista; per vergogna di questi problemi fisici e per la sua altezza non elevata rispetto alla media degli uomini russi (sebbene le fotografie e i manifesti di propaganda gli conferissero un aspetto di imponenza, era alto solo 164mwb6c cm)cite-ref-191[191] avrebbe sempre avuto una certa ritrosia a farsi riprendere nei filmati o fotografare se non era prima avvertito e si era messo in posa; in numerose immagini e filmati reali e non propagandistici (come quelli della mwb6wconferenza di Jalta) lo si nota infatti tenersi il braccio con la mano destra o nasconderlo, ad esempio nella manica lunga del cappotto o nelle tasche.cite-ref-192[192]
Vita privata
Mogli
• mwb7uEkaterina Svanidze (1880-1907), sposata nel 1903 e morta nel 1907; Stalin ne era molto innamorato e, quando morì di tubercolosi a soli ventisette anni, avrebbe affermato che i suoi sentimenti umani erano morti con lei.cite-ref-193[193]
• mwb7sNadežda Sergeevna Allilueva (1901-1932), sposata nel 1919,cite-ref-194[194] morta suicida con un colpo di arma da fuoco nel 1932, dopo numerosi contrasti e litigi col marito e una vita coniugale infelice; Stalin mostrò rimorso per la fine della moglie: lo storico Robert Conquest scrive che «fu l'unica occasione in cui gli videro gli occhi pieni di lacrime».cite-ref-195[195]
Figli
• mwb8cJakov Iosifovič Džugašvili (1907-1943), avuto dalla prima moglie, tenente d'artiglieria dell'Armata Rossa.
• mwb8kVasilij Iosifovič Džugašvili (1921-1962), avuto dalla seconda moglie, generale dell'Armata Rossa, morto per mwb8ocirrosi epatica nel 1962.
• mwb8wKonstantin Stepanovič Kuzakov anche Konstantin Džugašvili (1911-1996) avuto da una donna durante la prigionia, di cui non si hanno molte notizie.
• mwb84Artëm Fëdorovič Sergeev (1921-2008), adottato.
• mwb9aSvetlana Iosifovna Stalina (1926-2011), avuta dalla seconda moglie, nel 1967 emigrò negli Stati Uniti.
Nipoti
• mwb9qEvgenij Jakovlevič Džugašvili (1936-2016), figlio di Jakov
• Galina Jakovlevna Džugašvili, figlia di Jakov
• Joseph Morozov, figlio di Svetlana
• Ekaterina Ždanov, figlia di Svetlana
• Olga Peters, figlia di Svetlana
Opere
• Principi del leninismo, Napoli, G. Macchiaroli, 1924.
• Su Lenin. Discorso agli allievi della scuola del Cremlino. 28 gennaio 1924, Roma, Edizioni del Partito Comunista Italiano, 1924.
• Il leninismo. Teoria e pratica, Roma, Libreria editrice del Partito Comunista d'Italia, 1925.
• La crisi mondiale e l'edificazione socialista. Rapporto del C.C. al 16. Congresso del P.C. dell'Unione Soviettista, Paris, Edizioni di coltura sociale, 1931.
• Bolscevismo e capitalismo. [scritti di] Iosif Stalin, V. Molotov, V. Kuibyscev, G. F. Grinko. Con un'avvertenza di Giuseppe Bottai, Firenze, Sansoni, 1934.
• Due mondi. Rapporto sull'attività del Comitato centrale presentato al XVII congresso del PC dell'URSS, gennaio 1934, Bruxelles, Edizioni di coltura sociale, 1934.
• Per una vita bella e felice. Discorso alla prima conferenza generale degli stakhanovisti dell'Unione sovietica, Bruxelles, Edizioni di coltura sociale, 1935.
• Il socialismo e la pace!, Bruxelles, Edizioni di coltura sociale, 1936.
• Per la conquista del bolscevismo. Rapporto e discorso di chiusura alla sessione di marzo del Comitato centrale del Partito comunista (bolscevico) dell'URSS, Bruxelles, Edizioni di coltura sociale, 1937.
• Il trionfo della democrazia nell'U.R.S.S. Rapporto all'VIII congresso straordinario dei soviet dell'U.R.S.S. sul progetto di costituzione dell'Unione delle Repubbliche Socialiste Sovietiche, Bruxelles, Edizioni di coltura sociale, 1937.
• Lettera a Ivanov, Bruxelles, Edizioni di coltura sociale, 1938.
• Il materialismo dialettico ed il materialismo storico, Marseille, Editions du Parti communiste francais, 1938.
• Sulla scienza d'avanguardia, con Vjačeslav Michajlovič Molotov, Bruxelles, Edizioni di coltura sociale, 1938.
• Il marxismo e la questione nazionale, Paris, Edizioni di cultura sociale, 1939.
• Rapporto al XVIII congresso del Partito Comunista (bolscevico) dell'U.R.S.S. sull'attività del Comitato Centrale, Mosca, Edizioni in lingue Straniere, 1939.
• L'Unione Sovietica alla vigilia della guerra, Mosca, Edizioni in lingue Straniere, 1939.
• Questioni del leninismo, Mosca, Edizioni in lingue Straniere, 1940.
• XXVI anniversario della grande rivoluzione socialista d'ottobre, Mosca, Edizioni in lingue Straniere, 1943.
• Ordine del giorno del comandante supremo delle forze armate dell'U.R.S.S. G. Stalin n. 195. Mosca, 1º maggio 1943, Mosca, Edizioni in lingue Straniere, 1943.
• Sulla grande guerra patriottica dell'U.R.S.S., Mosca, Edizioni in lingue Straniere, 1943.
• Storia del Partito comunista (bolscevico) dell'U.R.S.S., con altri, Roma, l'Unità, 1944.
• XXVII anniversario della grande rivoluzione socialista d'ottobre, Mosca, Edizioni in lingue Straniere, 1944.
• Bilancio di vittorie, programma di combattimento. Rapporto presentato alla seduta solenne del Soviet dei deputati dei lavoratori di Mosca il 6 novembre 1943 in occasione del XXVI anniversario della grande rivoluzione socialista d'ottobre, Roma, l'Unità, 1944.
• Discorsi di guerra. 1941-1944, Napoli, G. Macchiaroli, 1944.
• Ordine del giorno n. 16 del comandante supremo delle forze armate dell'U.R.S.S. G. Stalin. Mosca, 23 febbraio 1944, Mosca, Edizioni in lingue estere, 1944.
• Ordine del giorno n. 70 del comandante supremo delle forze armate dell'URSS G. Stalin. Mosca, 1º maggio 1944, Mosca, Edizioni in lingue estere, 1944.
• Vita dell'U.R.S.S. nel panorama politico europeo. Discorso di Stalin al XVIII Congresso del Partito comunista bolscevico di tutta l'Unione, s.l., Ed. del Tirreno, 1944.
• Il carattere internazionale della rivoluzione d'ottobre. Per il X Anniversario dell'ottobre, S.l., Casa editrice Giulia, 1945.
• Discorso alla riunione elettorale della circoscrizione "Stalin" di Mosca. Pronunciato l'11 dicembre 1937 nel Gran Teatro, Mosca, Edizioni in lingue estere, 1945.
• Lenin, Roma, l'Unità, 1945.
• La questione contadina, Napoli, Soc. Tip. Anon. Libraria Italia Nuova, 1945.
• Il socialismo e la pace, Roma, l'Unità, 1945.
• Lo stakhanovismo. Discorso alla prima conferenza degli stakhanovisti dell'U.R.S.S., 17 novembre 1935, Roma, l'Unità, 1945.
• Sulla grande guerra dell'URSS per la difesa della patria, Mosca, Edizioni in lingue estere, 1945.
• L'uomo, il capitale più prezioso-Per una vita più bella e felice, Roma, l'Unità, 1945.
• Come abbiamo vinto, Roma, l'Unità, 1946.
• Il marxismo e la questione nazionale e coloniale, Torino, Einaudi, 1948.
• Lenin è morto. Discorso pronunciato da Stalin al II Congresso dei Soviet dell'URSS il 24-1-1924, Roma, CDS, 1949.
• Opere complete, 10 voll., 1901-1927, Roma, Rinascita, 1949-1956.
• Anarchia o socialismo?, Roma, Rinascita, 1950.
• Sul marxismo nella linguistica, Roma, Edizioni Italia-URSS, 1950.
• Sul progetto di Costituzione dell'URSS, Roma, Rinascita, 1951.
• Verso il comunismo. Resoconto del XIX Congresso del P.C. (b.) dell'U.R.S.S., con Georgij Maksimilianovič Malenkov e Vjačeslav Michajlovič Molotov, Roma, Edizioni di Cultura Sociale, 1952.
• Problemi economici del socialismo nell'URSS, Roma, Rinascita, 1952; 1953.
• Problemi della pace, Roma, Edizioni di Cultura Sociale, 1953.
• La seconda guerra mondiale nel carteggio di I. V. Stalin con Churchill, Roosevelt, Attlee, Truman, 2 voll., Roma, Editori Riuniti, 1957.
• Roosevelt-Stalin. Carteggio di guerra, Milano, Schwarz, 1962.
• Carteggio Churchill-Stalin. (1941-1945), Milano, Bonetti, 1965.
• Da Teheran a Yalta. Verbali delle conferenze dei capi di governo della Gran Bretagna, degli Stati Uniti e dell'Unione Sovietica durante la seconda guerra mondiale, con Winston Churchill e Franklin Delano Roosevelt, Roma, Editori Riuniti, 1965.
• Per conoscere Stalin, Milano, A. Mondadori, 1970.
• Principi del leninismo e altri scritti, Roma, La nuova sinistra, 1970.
• Il libretto rosso di Stalin, Roma, Napoleone, 1973.
• Opere scelte, Milano, Movimento Studentesco, 1973.
• Opere complete XI. 1928-Marzo 1929, Roma, Nuova Unità, 1973.
• Opere complete XV. Storia del partito comunista (b) dell'URSS, breve corso. Redatto da una commissione del Comitato centrale del PC (b) dell'URSS diretta da Giuseppe Stalin. Approvato dal Comitato centrale del PC (b) dell'URSS nel 1938, Roma, Nuova Unità, 1974.
• Intervista a Stalin, Roma, Carecas, 1979.
• Sulla parola d'ordine della autocritica, Napoli, Laboratorio politico, 1994.
• La dittatura del proletariato, Milano, M&B Publishing, 1995. ISBN 88-86083-35-1
• Soselo Stalin poeta, Pasian di Prato, Campanotto Editore, 1999.
• Opere scelte, La Città del Sole, 2015.
Onorificenze
Onorificenze sovietiche
Eroe dell'Unione Sovietica
«Ha guidato l'Armata Rossa nei giorni difficili del nostro paese e della sua capitale Mosca e ha condotto la lotta contro la Germania nazista»
—
26 giugno 1945
Eroe del Lavoro Socialista
«Per altissimi meriti nell'organizzazione del partito bolscevico, una società socialista in Unione Sovietica e l'amicizia tra i popoli dell'Unione Sovietica e in occasione del suo sessantesimo compleanno»
—
20 dicembre 1939
Ordine della Vittoria
«Per il contributo straordinario all'organizzazione e allo svolgimento di operazioni offensive da parte dell'Armata Rossa, che hanno portato alla più grande sconfitta dell'esercito tedesco e un cambiamento radicale della situazione sul fronte della lotta contro gli invasori tedeschi a favore dell'Armata Rossa»
—
10 aprile 1944
Ordine della Vittoria
«Per altissimi meriti nell'organizzazione delle forze armate dell'Unione Sovietica e la sua
leadership
della grande guerra patriottica, che si concluse con la completa vittoria sulla Germania nazista»
—
26 giugno 1945
Ordine di Lenin
«Per altissimi meriti nell'organizzazione del partito bolscevico, una società socialista in Unione Sovietica e l'amicizia tra i popoli dell'Unione Sovietica e in occasione del suo sessantesimo compleanno»
—
20 dicembre 1939
Ordine di Lenin
«Ha guidato l'Armata Rossa nei giorni difficili del nostro paese e della sua capitale Mosca e ha condotto la lotta contro la Germania nazista»
—
26 giugno 1945
Ordine di Lenin
«In occasione del settantesimo compleanno del compagno. Stalin ha dato il suo eccezionale contributo alla promozione e allo sviluppo dell'Unione Sovietica, costruendo il comunismo nel nostro Paese, l'organizzazione nello sconfiggere i nazisti e gli imperialisti giapponesi e nella ricostruzione dell'economia nazionale nel dopoguerra»
—
20 dicembre 1949
Ordine della Bandiera Rossa
«In occasione del suo contributo alla difesa del lavoro di Pietrogrado e dedicato sul fronte del Sud»
—
27 novembre 1919
Ordine della Bandiera Rossa
—
13 febbraio 1930
Ordine della Bandiera Rossa
«Per venti anni di servizio»
—
3 novembre 1944
Ordine di Suvorov di I Classe
«Per le operazioni di gestione dell'Armata Rossa nella seconda guerra mondiale contro gli invasori tedeschi e per i risultati ottenuti»
—
6 novembre 1943
Medaglia per il giubileo dei 20 anni dell'Armata Rossa dei lavoratori e dei contadini
—
1938
Medaglia per la difesa di Mosca
«Per la partecipazione e la gestione alla eroica difesa di Mosca e per l'organizzazione della sconfitta delle forze tedesche vicino a Mosca»
—
20 luglio 1944
Medaglia per la vittoria sulla Germania nella grande guerra patriottica 1941-1945
—
maggio 1945
Medaglia per la vittoria sul Giappone
—
ottobre 1945
Medaglia per l'800º anno di fondazione di Mosca
—
settembre 1947
Ordine della Stella Rossa di Bukhara di I Classe
—
18 agosto 1922
Ordine della Repubblica
—
1943
Onorificenze straniere
Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine del Leone Bianco (Cecoslovacchia)
—
1945
Croce militare cecoslovacca (2 - Cecoslovacchia)
—
1943 e 1945
Eroe della Repubblica Popolare di Mongolia (Mongolia)
—
17 dicembre 1949
Ordine di Sukhbaatar (Mongolia)
—
1945 e 17 dicembre 1949
Medaglia per la vittoria sul Giappone (Mongolia)
—
1945
Medaglia commemorativa per i 25 anni di rivoluzione popolare della Mongolia (Mongolia)
—
1946
Nella cultura di massa
Film
• mwb-smwb-wLa caduta di Berlino, mwb-0Michail Čiaureli, 1949
• mwb-8mwcaaLiberazione, mwcaeJurij Ozerov, 1969
• mwcammwcaqPentimento, mwcauTengiz Abuladze, 1984
• mwcacmwcagIl proiezionista, mwcakAndrej Končalovskij, 1991
• mwcasmwcawStalin, mwca0Ivan Passer 1992
• mwca8mwcbaMorto Stalin, se ne fa un altro, mwcbeArmando Iannucci, 2017.
Libri
• mwcbumwcbyLa fattoria degli animali, mwcbcGeorge Orwell, 1945
• mwcbkDiario notturno, mwcboEnnio Flaiano, 1956.
Saggi
• mwcb4Stalin, un altro punto di vista, mwcb8Ludo Martens, 1994
• mwcceKrusciov mentì, mwcciGrover Furr, 2011.
Canzoni
• mwccymwcccStalin Wasn't Stallin', mwccgGolden Gate Quartet, 1943
• mwccomwccsGloria a Stalin!, mwccwDmitri Shostakovich e Yevgeni Dolmatovski, 1949
• mwcc4Il grande Stalin ci guida verso il Comunismo, Vladimir Kharitonov e Anatoly Novikov, 1950
• mwcdaLenin e Stalin, mwcdeRaffaele Mario Offidani, 1967
• mwcdmSlava Stalin, Los Monstruitos, 2014.
Quadri
• mwcdcAlla salute di Stalin!, mwcdkPablo Picasso, 1953
• mwcdsmwcdwAutoritratto con Stalin, mwcd0Frida Kahlo, 1954
• mwcd8mwceaI funerali di Togliatti, mwceeRenato Guttuso, 1972.
Videogiochi
• mwceuThe Stalin Subway, 2005
• mwcegmwcekStalin vs. Martians, 2009
• mwcesCalm Down, Stalin, 2016
• mwce4mwce8Sex with Stalin, 2020.
Stalin oggi
Sondaggi
• Un sondaggio dell'istituto indipendente mwcfqLevada Center, del maggio 2021, rileva che Stalin è la personalità più importante nell'opinione pubblica russa, seguito da mwcfuVladimir Lenin e mwcfyAleksandr Puškin.cite-ref-levada2021-196-0[196]
• Un sondaggio del Levada Center del 2019 riporta che circa il 70% dei russi ritiene che Stalin abbia avuto un ruolo positivo per la patria.cite-ref-197[197] Il The Moscow Times, commentando il sondaggio, rileva che il livello di approvazione di Stalin tra i russi ha raggiunto livelli record.cite-ref-198[198] Alla Hurska, del Centro internazionale di studi politici di Kiev, attribuisce questa nuova popolarità a una "stalinizzazione della coscienza collettiva" che sarebbe stata attuata dai vari governi di mwcguPutin.cite-ref-199[199]cite-ref-200[200] Il sociologo Denis Volkov ritiene che il culto della vittoria dell'Unione Sovietica sulla Germania nazista, da parte del mwcg4Governo russo, possa in qualche modo andare a favorire una visione positiva di Stalin.cite-ref-for-russians-stalin-is-the-most-outstanding-figure-in-world-history-followed-by-putin-201-0[201] Il sociologo Leontiy Byzov sostiene invece che Stalin stia cominciando a essere considerato dall'opinione pubblica russa come un simbolo di giustizia e un difensore degli oppressi, poiché insoddisfatta dall'operato del Cremlino.cite-ref-202[202]
• Un sondaggio realizzato dal Centro di ricerca sull'opinione pubblica russa (VTsIOM), nel 2017, riporta che il 77% dei giovani russi tra i 18 e i 24 anni è favorevole all'installazione nei luoghi pubblici di monumenti, targhe, dipinti, in memoria dei successi politici di Stalin.cite-ref-203[203]
• Il partito di centrosinistra mwch4Russia Giusta ha promosso un sondaggio per rinominare la città di mwch8Volgograd in Stalingrado, il nome originale della città in cui si svolse l'mwciaassedio delle truppe naziste negli 1942 e 1943. Il 68% degli intervistati è risultato favorevole, mentre il 28% contrario.cite-ref-204[204] La città era stata nominata Volgograd nel novembre 1961, per decisione dell'allora segretario generale del PCUS mwciuNikita Chruščёv, nel quadro delle politiche di mwciydestalinizzazione dell'URSS.
Politica
• In una puntata di mwcioThe Putin Interviews, il presidente russo mwcisVladimir Putin ha riconosciuto gli "orrori dello mwciwstalinismo", criticando però l'eccessiva mwci0demonizzazione di Stalin a scopi politici da parte dei paesi ostili alla Federazione Russa.cite-ref-for-russians-stalin-is-the-most-outstanding-figure-in-world-history-followed-by-putin-201-1[201]
• Il mwcjmPartito Comunista della Federazione Russa, guidato da mwcjqGennadij Zjuganov, è intenzionato a costruire un museo dedicato Iosif Stalin, chiamato "Centro Stalin", nella città di mwcjuBor, a circa 450 chilometri da mwcjyMosca.cite-ref-205[205]
Ricorrenze
• Il governo dell'mwcj4Ossezia del Sud (nazione mwcj8di fatto indipendente reclamata dalla mwckaGeorgia) con un decreto del 27 aprile 2020 ha stabilito che ogni anno al 9 di maggio (mwckeGiornata della vittoria sul Nazismo) e al 22 di giugno (Entrata in guerra dell'mwckiUnione sovietica) il nome della capitale mwckmTskhinval muti temporaneamente in mwckqStalinir, per celebrare la vittoria di Stalin sul mwckuNazismo.cite-ref-206[206]
• Il governo della mwcksRepubblica Popolare di Donec'k (nazione mwckwdi fatto indipendente reclamata dall'mwck0Ucraina) in occasione dei giorni 9 maggio, 22 giugno e 8 settembre muta provvisoriamente il nome della capitale mwck4Donec'k in mwck8Stalino.cite-ref-207[207]
Note
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cite-note-7272. ↑ "Ora la questione si pone in questo modo: il passaggio dalla società capitalista, che si sviluppa in direzione del comunismo, alla società comunista è impossibile senza un "periodo politico di transizione" e lo Stato di questo periodo non può essere altro che la dittatura rivoluzionaria del proletariato" (Lenin, mwcqaStato e rivoluzione, cap. V).
cite-note-7373. ↑ "Soltanto nella società comunista, quando la resistenza dei capitalisti è definitivamente spezzata, quando i capitalisti sono scomparsi e non esistono più classi (non v'è cioè più distinzione fra i membri della società secondo i loro rapporti con i mezzi sociali di produzione) mwcqqsoltanto allora lo Stato cessa di esistere e mwcqudiventa possibile parlare di libertà (Lenin, mwcqyStato e rivoluzione, cap. V).
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Voci correlate
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Collegamenti esterni
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• (EN) Iosif Stalin, su AllMovie, All Media Network.
• (EN) Iosif Stalin, su AFI Catalog of Feature Films, American Film Institute.
• (DE, EN) Iosif Stalin, su filmportal.de.
• mwdtoBiografia, discorsi, documenti audio e video su Iosif Stalin. Materiale in diverse lingue, su dittatori.it.
• Scritti di Stalin
• mwdt4La questione nazionale, su homosapiensplus.altervista.org. URL consultato il 2 novembre 2012 (archiviato dall'url originale il 24 marzo 2015).
• mwduaMaterialismo dialettico e materialismo storico, su homosapiensplus.altervista.org. URL consultato il 2 novembre 2012 (archiviato dall'url originale il 24 marzo 2015).
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